Giovane mamma muore dopo il parto forse per un'iniezione di antibiotico


IGLESIAS.Due giorni di agonia, causata da uno choc anafilattico e, ieri mattina, Martina Canzonieri, 28 anni, mamma da due settimana, è deceduta all'ospedale Santa Barbara, dopo aver perso conoscenza a seguito, pare, di un'iniezione intramuscolare, somministrata da un familiare della vittima.
La gioia del lieto evento è durato solo pochi giorni: Martina Canzoneri subito dopo aver dato alla luce una florida bimbetta, 15 giorni fa, era stata dimessa, senza problemi, dall'ospedale Santa Barbara al termine del normale periodo di degenza e i medici non avevano effettuato alcuna prescrizione particolare.
Dopo qualche giorno un fastidioso raffreddore alla giovane mamma avrebbe suggerito, in forma preventiva per non contagiare la bimbetta, di effettuare qualche iniezione di antibiotici.
Una pratica, troppo abusata, in molti ambienti senza un preciso consulto medico. Forse lo stress subito nel periodo di gestazione e nel parto avrebbe indebolito il sistema immunitario della puerpera che, nei giorni scorsi, aveva accusato qualche linea di febbre.
Un fisico indebolito dall'evento recente ma che non poteva costituire alcun problema.
Con un'iniezione, si è pensato, la febbre e il raffreddore sarebbe scomparso senza creare problemi alla bimbetta nell'allattamento.
Appena effettuata l'iniezione Martina Canzoneri ha accusato un malore improvviso e si è accasciata sul pavimento manifestando un arresto respiratorio.
Momenti terribili: è stata richiesta un'ambulanza e la mamma, in coma, è stata trasportata al pronto soccorso l'ospedale Santa Barbara per tentare di salvarla.
La donna è stata ricoverata d'urgenza nel reparto rianimazione ma l'impegno dei medici è apparso insufficiente ad arrestare un processo inspiegabile.
In un primo momento si è parlato di choc anafilattico, in una seconda fase di epatite fulminante.
In ospedale c'è il massimo riserbo ma la morte inspiegabile, per il momento, della giovane mamma ha indotto i medici ad avviare minuziosi accertamenti che dovranno chiarire se quanto è accaduto è riconducibile all'iniezione o il male fosse in incubazione da tempo e sia manifestato subito dopo che il liquido della siringa sia penetrato nella zona sottocutanea della giovane donna.
Adesso si tratterà di stabilire quanto è accaduto realmente nel periodo compreso tra il parto, il ritorno della donna a casa e il successivo, drammatico e, purtroppo, inutile ricovero in ospedale, per valutare eventuali responsabilità.

Erminio Ariu