Tre musei per un solo Centro Orgosolo scommette sulla cultura

ORGOSOLO.La storia di un paese raccolta in tre centri di documentazione, ognuno con un argomento che evoca un forte segnale di appartenenza: Radichinas, presso la ex biblioteca, dedicato a 'Il Paesaggio antropizzato e la relazione tra l'uomo e la natura"; Sonos, presso la Casa Mesina, dedicato a 'Il patrimonio culturale del canto a tenore"; Miradas, presso la Casa Buscarini, dedicato a 'Il film Banditi ad Orgosolo e i documentari di Vittorio De Seta". Sono questi i tre gioielli di storia che porteranno i visitatori all'interno di un centro di documentazione interattivo. Non museo, non immagini da vedere e da studiare, ma materiale in evoluzione: chiunque ne abbia competenza può essere accreditato presso il centro e attraverso una password può entrare nel sistema e aggiungere materiale nuovo all'esistente.
Il museo presenta due livelli di approfondimento: un percorso espositivo tradizionale con pannelli, immagini e testi plurilingue (tra cui il sardo), sistemi multimediali come touch screen e totem, file consultabili attraverso una banca dati nelle diverse postazioni multimediali, monitor che proiettano documentari. Nella casa Mesina (dove è nato l'ex primula rossa Grazianeddu) dedicata al canto a tenore, c'è un totem che permette di ascoltare le 4 voci del tenore insieme o singolarmente. Magie tecnologiche che rendono il museo affascinante e nuovo.
La coordinatrice dei tre centri (ognuno ha un responsabile scientifico e alcuni collaboratori), è Donatella Fiorino: «Il mio auspicio è che questi centri vengano gestiti nel migliore dei modi e che chi lo farà sia affiancato da un gruppo di coordinamento che guidi e intervenga nella gestione. Perché non stacchi solo un biglietto per far vedere l'esistente, ma possa continuare a far raccontare gli altri a dare input alla documentazione». Antioco Floris e Salvatore Pinna hanno curato Miradas in casa Buscarini dedicato al film Banditi a Orgosolo. Il regista Simone Contu ha realizzato le interviste agli attori del film e ai registi sardi che hanno elementi di continuità rispetto alla poetica di De Seta. Il centro del canto a tenore ha avuto come responsabile scientifico Andrea Deplano e come collaboratore Banne Sio. Il museo dedicato all'ambiente invece è stato curato da Caterina Giannattasio. (m.g.f.)