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Ma dove sono gli scrittori sardi?

Si può fare una mostra del libro in Sardegna senza gli scrittori sardi? Sembra una contraddizione ma a Macomer è accaduto proprio questo. Per verificarlo basta dare uno sguardo al programma della manifestazione che mirava a promuovere l’editoria sarda attraverso letture e incontri con gli autori, come aveva annunciato l’assessore alla cultura Baire.
 Tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2010 alcuni degli scrittori sardi più affermati hanno pubblicato nuovi libri. Si pensi a Flavio Soriga con «Il cuore dei briganti» o Marcello Fois con «Stirpe», e andando avanti Salvatore Niffoi, Michela Murgia, Giorgio Todde, solo per citarne alcuni. A Macomer non sono stati invitati. Il motivo? «Obiettivo della mostra è promuovere l’editoria sarda - dice il direttore artistico Saverio Gaeta - e quegli autori pubblicano tutti con case editrici nazionali. La legge regionale 22, con cui viene finanziata la mostra, promuove l’editoria sarda, non lo scrittore sardo. E inoltre, per i tempi a disposizione, era difficile chiamare autori che in genere hanno numerosi impegni. Sono amico di Flavio, conosco Marcello (Soriga e Fois, ndr), li vorrei sempre, ma c’era un problema oggettivo di tempi e di scelte fatte prima della mia nomina». Scelte fatte da chi? Dall’associazione degli editori sardi, l’Aes, e dal Comune di Macomer. «Tutti gli autori segnalati dall’Aes sono stati inseriti», conclude Saverio Gaeta, organizzatore culturale cagliaritano e omonimo del più famoso vaticanista. Eppure, certo per una coincidenza, il primo libro presentato alla mostra, «Un Santo di nome Giovanni», è del vaticanista del Tg1 Fabio Savattaro, ed è pubblicato da Aliberti, cioè una casa editrice non sarda. E così il secondo, un romanzo della cantante Nada, o il libro dell’iraniana Marina Nemat. Dunque quale criterio è stato seguito? A pensar male, si potrebbe dare una lettura politica: molti degli autori appena citati si sono schierati pubblicamente per Soru alle elezioni regionali del 2009. Ma l’assessore Baire, interpellata tramite l’ufficio stampa, conferma nella sostanza la versione del direttore artistico, e cioè i paletti della legge 22. E gli autori sardi che hanno la sfortuna, diciamo così, di pubblicare con editori “nazionali”? «Stima confermata, ma per loro sono previste altre iniziative, parimenti importanti, che godono del contributo dello stesso assessorato. Senza che un’iniziativa escluda l’altra». Che significa? (paolo merlini)