Il futuro delle zone interne

OZIERI.Proseguono gli appuntamenti di confronto sul futuro dello sviluppo del bacino imbrifero del Nord Sardegna promossi dal commissario straordinario del Consorzio di bonifica, Vanni Fadda. Il secondo incontro si terrà domani mattina a Bono, alle 10,30, nella sala consiliare della Comunità montana del Goceano. Gli incontri fanno da preludio a un'iniziativa più ampia, che si concretizzerà in un convegno al quale prenderanno parte tutte le forze politiche, imprenditoriali, sindacali, sociali ed ecclesiastiche dell'area di competenza del consorzio.
Un territorio vastissimo quello del bacino imbrifero, che si dirama dal Monte Lerno di Pattada e dalla catena del Goceano, percorre le vallate di Santa Lucia a Bonorva e Campu Giavesu, si allarga nelle pianure del Logudoro e Monte Acuto e si congiunge tramite gli invasi del Coghinas con l'Anglona e con la Bassa valle del Coghinas, appoggiata sulle coste ad est dell'Asinara, tra Castelsardo e Badesi.
Una macroarea che parte dai monti del Goceano e arriva alle coste, con un'estensione di oltre 150 mila ettari, composta da 39 comuni e una popolazione di quasi 100mila persone. Un territorio il cui sviluppo è stato frenato dalla mancanza di coesione, che va ricercata e consolidata.
«Solo attraverso l'unità di intenti con l'obiettivo di uno Sviluppo Voluto si potrà ottenere il necessario affrancamento strategico del bacino imbrifero del Nord Sardegna dalle due aree contrapposte di Sassari e Olbia». Questa la proposta di Vanni Fadda, già discussa e apprezzata dai sindaci presenti a Badesi. Ora l'argomento sarà portato a Bono, alla presenza dei sindaci delle zone interne dell'area imbrifera.
L'invito è stato esteso anche alle presidenti delle Province di Sassari e Olbia Tempio, Alessandra Giudici e Pietrina Murrighile, ai presidenti delle Comunità montane del Monte Acuto Francesco Pitzalis e del Goceano Piero Molotzu, ai presidenti di Coldiretti Battista Cualbu, della Cia Eugenio Maddalon, di Confagricoltura Domenico Sole, della Associazione Industriali Stefano Lubrano e dell'Apisarda Italo Senes. (b.m.)