A Calasetta un Puc copia e incolla


CALASETTA. L'amministrazione comunale deve avere messo fretta allo studio che si occupa del nuovo Puc di Calasetta. Tanto che alcuni dati sono di Villa San Pietro.
È probabile che nello studio di ingegneria alcuni dei consulenti abbiano lavorato (in precedenza o in contemporanea) per l'altro centro, che fra l'altro si trova in una provincia diversa: Cagliari per Villa San Pietro, Carbonia-Iglesias per Calasetta.
Il documento riguarda la metodologia e i criteri con i quali si elaborerà la valutazione ambientale. «Ci hanno presentato - dice Adriano Aversano, consigliere di opposizione - proprio un bel documento, peccato che riguardasse un altro Comune. Anche se è vero che poi si sono affrettati a darci l'edizione riveduta e corretta».
E cosi le carte preparatorie del Puc, firmate tra gli altri dal capo dell'ufficio tecnico comunale e responsabile dell'ufficio del piano, e dai tecnici della Sting Engineering, riportavano una serie di inesattezze tali da far pensare che Calasetta si trovi da un'altra parte della Sardegna.
Forse l'errore più grave è quello di avere inserito Calasetta negli ambiti di paesaggio 5 - Anfiteatro Sulcis - del Piano paesistico regionale invece che nell'ambito 6 - Carbonia e isole sulcitane. E sono molti gli elementi di discordanza: da alcuni anni esiste una centralina per l'analisi dell'aria, controllata dai tecnici del presidio multizonale di prevenzione della Asl 7, installata nella frazione di Cussorgia, come non risulta agli estensori.
Cosi come, dalle schede risulterebbe che «non esistono litorali a rischio erosione», mentre l'amministrazione ha chiesto l'intervento della Regione per calamità naturale proprio per le condizioni dei litorali. E che dire dei siti di rilevanza storico archeologica? Nel territorio comunale risulterebbero tre torri, invece di una sola, e 13 nuraghi, mentre poi la documentazione cartografica ne riporta sei.
Ma il culmine si raggiunge con le schede relative ai dati storici di residenza, secondo cui gli abitanti arriverebbero massimo a milleottocento: e qui si nota proprio una notevole superficialità, i dati Istat già dal decennio precedente parlano di circa duemilasettecento abitanti.
I numeri poi vengono corretti quando si prende in esame il piano regolatore generale per gli acquedotti della Sardegna, ma il quel caso è bastato copiare dai dati regionali, che naturalmente sono molto più esatti.
Ma non basta, la scheda 8 che prende in esame il sistema economico parla, per Calasetta, di settore petrolchimico (!), di imprese di costruzioni e di soli cinque alberghi e nessun campeggio.

Carlo Floris