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Doppia punizione per Balotelli «milanista»

 MILANO. Chissà se ieri Mario Balotelli ha visto Chelsea-Inter in tv con qualche amico milanista. Certo non con Santon: lui sì che è stato convocato per la partita delle partite nerazzurre. Già, perchè si dice che non solo Super Mario sia rossonero dentro, ma che anche il gemello-diverso difensore lo sia. Voci, sospetti, pettegolezzi intorno a uno degli argomenti più scabrosi del calcio: giocare in una squadra e tifare per un’altra.
 Se poi è della stessa città, uno scandalo, un affronto insopportabile per i tifosi.
 Il giocatore interista Balotelli si è spinto dove nessuno si era mai spinto: andare allo stadio - senza camuffarsi - per una partita del Milan. Anzi, almeno due in questa stagione: Milan-Novara di Coppa Italia e Milan-Manchester United di Champions League. Il ragazzo ghanese di Brescia ha scherzato e alluso più volte alla sua fede rossonera, mescolando ricordi di bambino e ammiccamenti al presente. Tanto che ora c’è chi dice di averlo visto entrare nello spogliatoio canticchiando l’inno del Diavolo per sfottere i compagni, che senza di lui si erano fatti battere a Catania e avevano permesso ai cugini di arrivare a -1. Forse troppo anche per Balotelli. Di certo per Josè Mourinho.
 «Balotelli? No, mi spiace, non dico nulla. Anzi è meglio rispondere ai magistrati». Usa l’ironia il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, all’uscita da palazzo di giustizia di Milano al termine della sua testimonianza nell’ambito dell’inchiesta sui dossier illegali.
 Un incontro con la fede e con Gesù è invece il consiglio che Nicola Legrottaglie, difensore della Juve convertito all’evangelismo, dà all’interista. «Se non siete felici, se cercate pace e serenità - è il suo suggerimento - cercate di conoscere Gesù. E’ un consiglio che offro a Mario, ma è lo stesso che darei a tutti i miei colleghi: invitate Gesù a prendere una tazza di tè con voi, ne sarete felici».
 Lippi invece Balotelli non lo invita né per un tè né ai mondiali in Sudafrica. Porte aperte per tutti o quasi, «perchè fino al 18 maggio nessuno è fuori dalla lista», ma se è certo che Antonio Cassano non sarà tra i 23 uomini di Lippi per il Sudafrica, è altamente probabile che anche Mario Balotelli questi Mondiali li guarderà seduto davanti alla televisione.
 E’ stato lo stesso ct azzurro, Marcello Lippi ad avvalorare con le sue dichiarazioni non solo la definitiva esclusione di Fantantonio dal giro della maglia azzurra (»Chi è Cassano? Mi sfugge»), ma anche la momentanea chiusura delle porte all’attaccante nerazzurro: «Balotelli è un ragazzo che ha grandi doti - ha ammesso Lippi - Sono sicuro che quando sarà completato il suo percorso di maturazione, che così bene l’Inter sta portando avanti anche in questi giorni, potrà mettere le sue doti a disposizione della Nazionale. Ma per adesso mi pare di vedere che anche nella stessa Inter...».