PALERMO. Leditore dellUnione Sarda Nichi Grauso, accusato di avere tentato di estorcere denaro allimprenditore Tito Melis in cambio di una intermediazione finalizzata alla liberazione della figlia, Silvia, che era stata sequestrata, ha ricostruito davanti ai giudici della quinta sezione il proprio ruolo nelle trattative per il rilascio dellostaggio e ha tracciato un quadro della gestione dei sequestri in Sardegna, negli Anni 90. Limputato ha sostenuto che in più occasioni le forze dellordine avrebbero pagato parte dei riscatti chiesti dai banditi sardi e ha anche dichiarato che Mediaset avrebbe versato denaro ai familiari per avere lesclusiva sul sequestro del piccolo Faruk Kassam.
In relazione al rapimento di Silvia Melis limputato ha sostenuto di essere stato contattato prima dal giudice Luigi Lombardini, successivamente morto suicida, che gli avrebbe promesso lesclusiva sul rilascio qualora avesse pagato il riscatto. In un secondo tempo sarebbe stato contattato da Antonio Piras presidente di una società di leasing del Banco di Sardegna, che, secondo lex editore dellUnione sarda avrebbe invece chiesto a Grauso una partecipazione economica al pagamento del riscatto, assicurandogli che, in cambio, lostaggio sarebbe stato consegnato a lui. Il processo proseguirà con la deposizione dellindagato.