Da Londra a Madrid il popolo di Facebook sta con gli operai


SASSARI. Uno vive a Guildford, 35 minuti di treno da Londra. L'altro sta a Madrid. Hanno 25 anni, sono sassaresi e amici da sempre. Ci sono loro dietro il successo del gruppo 'L'isola dei cassintegrati" su Facebook: gli iscritti all'unico 'reality reale" sono già 3600.
L'idea è di Michele Azzu, laureato in comunicazione, musicista, figlio di Salvatore, 56 anni, tecnico della Vinyls di Porto Torres, cassintegrato. Sette giorni fa Michele, mentre su Facebook controllava i vari gruppi nati a sostegno della lotta operaia, ha fatto una scommessa con se stesso: «Vediamo se con un gruppo nuovo riesco ad accendere i riflettori su quello che accade a Porto Torres». Obiettivo: raggiungere un migliaio di iscritti. Una telefonata da Guildford a Marco Nurra, che lavora nella redazione dell'Eco del Mundo a Madrid, e via.
Le adesioni arrivano subito, l'isola dei cassintegrati conquista il popolo di Facebook. Dopo due giorni scarsi Michele ha già vinto la sua scommessa: quota mille contatti raggiunta in un lampo, tra venerdi e sabato balzo da 2500 a 3600, la prossima sfida è arrivare a 5mila entro lunedi. E poi decidere che fare: manifestazioni, presidi, occupazioni. Tutte occasioni nelle quali, dice Michele, «i numeri sono importanti. Sono loro a fare forza a un gruppo, anche a quelli che nascono sui social network, tra persone che non si conoscono ma hanno in comune un'idea, un principio da difendere. La grande partecipazione è la conferma del fatto che l'isola dei cassintegrati non è l'Asinara, ma la Sardegna intera. Perchè di storie come quella degli operai della Vinyls, che si rinchiudono nelle celle per difendere il loro diritto al lavoro, nella nostra isola ce ne sono tantissime. Bisogna parlarne, farle conoscere, serve la ribalta per scatenare le reazioni». Su Facebook è facile fare rimbalzare foto e pensieri da un capo all'altro del mondo. Basta 'postare" il gruppo agli amici o nel proprio profilo. Michele, che prima di trasferirsi in Inghilterra studiava a Bologna, ha sfruttato i suoi contatti fuori dall'isola, Marco fa altrettanto dalla Spagna. Con i ragazzi sull'isola si vive a strettissimo contatto: «Mi girano le foto, ci scambiamo i commenti, si emozionano di fronte al boom di sostenitori».
Le discussioni sono molto partecipate: tutti incoraggiano gli operai, molti se la prendono con la politica «che se ne infischia», e c'è anche chi offre un lavoro, magari lontano. Un domani, chissà, ma solo dopo avere lottato sino all'ultimo per difendere il posto in fabbrica.

Silvia Sanna