28 febbraio 2010 —
pagina 01
sezione: Cagliari
CAGLIARI. Il capoluogo dellisola è la città dellarcheologia violata, tanto che se «potesse gridare per il dolore, a Cagliari tutti dovrebbero tenere le orecchie tappate», lo ha affermato ieri larcheologo Alfonso Stiglitz durante il convegno promosso da Legambiente sul compendio Tuvixeddu-Tuvumannu. Infatti larea della necropoli «è molto più estesa di quella sottoposta a vincolo».
Stiglitz ha ricostruito la storia dellarea punica che, ha ribadito, è oggi «sottoposta a vincolo solo in minima parte». Seppure a macchia di leopardo, tombe sono state rinvenute in diverse parti dellarea, anche se poi coperte e nascoste da strade, palazzi e parcheggi. E questo è avvenuto in via Is Maglias (presso la facoltà di Ingegneria), in viale SantAvendrace (che è unarea ricchissima), sino a viale Buoncammino (salendo da piazza DArmi, sulla destra). «Lingresso della necropoli punico romana più grande del Mediterraneo di Tuvixeddu - ha spiegato Stiglitz - viene indicato nel villino Serra, ora chiuso da un palazzo in via SantAvendrace». Inoltre la stessa area riconosciuta dal vincolo archeologico, che insiste sul colle di Tuvixeddu, rischia tra poco, ha continuato Stiglitz, «di diventare un cortile condominiale». Attenzione, poi, alla casa dello studente di via Trentino, «sotto il parcheggio cè unalta possibilità di presenza di altre tombe puniche».
In altre parti dItalia, ha spiegato Vincenzo Tiana, responsabile regionale di Legambiente, durante lapertura del simposio (promosso assieme alla Provincia) le Regioni sono intervenute per la costituzione di un parco, acquisendo anche lottizzazioni varie, come avvenuto per la Valle dei Templi ad Agrigento o per quello di via Appia antica. Da qui la richiesta di Legambiente di «un grande parco archeologico naturalistico regionale per Tuvixeddu, che dia continuità ai diversi siti e che comprenda tutte le aree non ancora edificate». Da realizzarsi anche con la collaborazione finanziaria del ministero alla Cultura.
Il vincolo paesaggistico posto sul colle di Tuvixeddu, ha spiegato Tiana, risale al 1997, da questo deriva lautorizzazione paesaggistica del 1999. Ma da allora ad oggi, è stato precisato sia da Tiana che da Stiglitz (responsabile scientifico archeologico di Legambiente), sono capitate tante altre cose. Inoltre sono state rinvenute nuove tombe in vico secondo SantAvendrace, in via Falsarego e via Montello, e anche presso la facoltà di Ingegneria. Mentre il vincolo archeologico diretto e indiretto, che risale al 1996, ha continuato Tiana, è rimasto immutato. Nello stesso tempo, però, cè stato il Codice Urbani che ha riconosciuto il valore del paesaggio. E anche per questo Legambiente nazionale ha mandato una lettera al ministro Sando Bondi.
La necessità dellacquisizione del compendio dai privati è stato sottolineato, oltre che da Luciano Uras (La Sinistra) e da Chicco Porcu (Pd), dal presidente della provincia Graziano Milia. Questultimo ha ricordato che si era espresso in tal senso sin dal 2005, precisando che nella storia di Cagliari, da Santa Gilla a Casa Tigellio sino a Tuvixeddu, è mancata la capacità di «pensare la città». Attilio Mastino, rettore delluniversità di Sassari e professore di Storia romana, ha dato la disponibilità del suo Ateneo per ulteriori approfondimenti sullargomento. Enrico Corti (docente di ingegneria, professionista che ha redatto lattuale piano urbanistico di Cagliari) ha richiamato lultima sentenza del Consiglio di Stato (che per le prossime autorizzazione paesaggistica pone la necessità di una dettagliata motivazione - ndr) come indice di una visione del paesaggio come evento dinamico ed evolutivo. Mentre larcheolgoga Maria Antonietta Mongiu (già assessore regionale alla Cultura) ha ripercorso il lavoro della scorsa legislatura.
-
Roberto Paracchini