Energy Empire, il gioco dell'energia

PULA. Impero dell'energia o, in inglese, «Energy Empire»: è il gioco da tavolo sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, inventato da tre giovani laureati sardi - Martina Manieli, Gianluca Carta e Giuseppe Nieddu - che grazie al Crs4, all'Api Sarda e al Parco delle scienze di Trieste, è diventato una realtà all'interno del progetto nato per contrastare la fuga di cervelli dal Sud.
Tanta curiosità, un pizzico di competenza scientifica e almeno dodici anni d'età sono questi gli unici requisiti necessari per partecipare ad «Energy Empire», istruttivo e ludico allo stesso tempo.
La filosofia del gioco è chiara: mettere in luce, mossa dopo mossa sul tabellone, gli aspetti positivi delle energie rinnovabili e sostenibili. La capacità del giocatore sta nel saper superare i problemi che tra imprevisti e probabilità ostacolano la diffusione e l'utilizzo di sole, acqua e vento come fonti energetiche.
L'obiettivo finale di «Energy» è evidente: sostituire gradualmente l'energia prodotta dal carbone con quella generata dalle «rinnovabili», stando sempre attenti a rispettare i vincoli e le condizioni dettate dall'Unione Europea. Si può giocare da un minimo di due e un massimo di cinque giocatori. Vince chi raggiunge la completa sostenibilità energetica oppure l'ultimo che rimane in gara.
A metà strada tra i più celebrati Monopoli e Trivial Pursuit, il kit di «Energy Empire» è composto da un tabellone che raffigura l'Europa, su cui sono stampate cinque nazioni, alcune pedine di diversa grandezza e forma, dalle caselle della «Rinnovatività», della «Ricerca» e delle «Domande». A dettare i tempi del gioco è un dado a dodici facce.
Al momento sono stati realizzati, a titolo di prototipo e grazie al contributo dal Parco scientifico di Trieste, cento esemplari del nuovo gioco. Adesso «Energy» potrebbe diventare una star nel mondo dei giocattoli. (ps)