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Inter troppo forte, Cagliari ko

 MILANO. Il Cagliari è andato a sbattere contro un iceberg. Troppo forte l’Inter per una squadra che ha completamente sbagliato l’approccio alla gara, subendo una lezione. Pesante, troppo pesante il passivo, ma che ci sta tutto. I rossoblù non possono fare a meno di un giocatore come Cossu, la sua assenza si è fatta sentire. Josè Mourinho si prende la rivincita su Massimiliano Allegri che qualche giorno prima gli aveva soffiato la Panchina d’oro.
 Non era certo al Meazza che il Cagliari doveva conquistare punti nella corsa all’Uefa League, però lascia perplessi il modo in cui è maturata la sconfitta. La squadra brillante, a tratti sfacciata, che non ha paura di nessuno, ha lasciato il posto a una formazione impaurita dalla forza dell’avversario, mai entrata nel vivo della gara. Ai nerazzurri è stato sufficiente spingere un sull’acceleratore in avvio per mettere il match in discesa e fare un altro passo verso lo scudetto, che sembra un discorso chiuso.
 Le scelte. Alla fine Allegri decide che è Jeda l’uomo giusto per sostituire Cossu e affianca Nenè a Matri in attacco. Lazzari gioca a destra della linea di centrocampo, dietro di lui c’è Dessena. E’ un Cagliari molto offensivo, dalle parole ilo tecnico livornese è passato ai fatti: i rossoblù se la giocano come aveva dichiarato alla vigilia. Mourinho non perdona Balotelli e lo spedisce in panchina. Ma non rinuncia al tridente. Con Milito e Pandev viene rispolverato Eto’o, reduce dalla Coppa d’Africa. Zanetti avañza a centrocampo, dove ci sono anche Thiago Motta e Cambiasso. Cordoba prende il posto di Lucio.
 Uno-due. Bastano venti minuti all’Inter per mettere in chiaro le cose. Prima colpisce Pandev dopo una travolgente discesa di Zanetti e un rimpallo favorevole; subito dopo è Samuel a battere ancora Agazzi di testa, saltando indisturbato su un angolo battuto da Maicon. Il Cagliari è impaurito, non è la solita squadra aggressiva e determinata. Sembra quasi che i rossoblù abbiano preso un sonnifero prima di scendere in campo. I nerazzurri possono sviluppare il proprio gioco senza pressione e sulla fascia destra vanno a nozze quando Maicon si sovrappone a Zanetti. Il Cagliari ha un sussulto dopo la mezzora. Viene annullato un gol di Matri per fuorigioco, ma la posizione dell’attaccante è regolare perchè l’ultimo tocco è di Santon. E poco dopo Julio Cesar si supera su una girata a colpo sicuro di Nenè. E’ la conferma che quando i rossoblù attaccano con convinzione, la difesa dell’Inter non è impenetrabile.
 Il Principe. E’ stato Milito, dopo un primo tempo in ombra, a dare il colpo di grazia al Cagliari. Triangolazione con Eto’o-Pandev e il bomber non perdona Agazzi. E’ la rete che chiude il conto. A nulla servono le sostituzioni di Biondini con Barone e di Nenè con Larrivey (nelo finale c’è stato spazio anche per Nainggolan che ha rilevato Jeda). gli equilibri non si spostano di una virgola. E’ la rivincita di Mourinho su Allegri e il portoghese, sotto sotto, se la ride.
 Futuro. La partita di ieri va archiviata in fretta. E’ vero che il Cagliari non ci ha nemmeno provato, però una sconfitta sul campo della squadra più forte del campionato era in preventivo. Bisogna guardare alle prossime due gare al Sant’Elia, Bari e Parma. Gare da vincere per riprendere la marcia, avvicinarsi alla quota salvezza (40 punti, ma forse ne servirà qualcuno di più) e restare nella scia di chi lotta per un posto in Europa. Il sogno è tutt’altro che spezzato.
- dall’inviato Roberto Muretto