07 febbraio 2010 —
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Sassari
PORTO TORRES. Passata leuforia per la grande manifestazione di Cagliari, è il momento della riflessione e della programmazione delle prossime azioni di lotta. I lavoratori della Vinyls si sono ritrovati sulla Torre Aragonese, determinati a portare avanti la vertenza.
Sono soddisfatti della partipazione allo sciopero di venerdì «anche se non capisco perchè si sia voluto rimarcare lappartenenza alle diverse sigle sindacali, o perchè fossimo sparpagliati dietro gli striscioni delle categorie - commenta Marco Olia -. Lo sciopero e la protesta erano di tutti noi lavoratori, di chi è in cassa integrazione e di chi il lavoro lo ha perso». «È ora di smetterla di contare il numero delle bandiere - gli fanno eco Alessandro Polo e Piergianni Rais - perché i problemi riguardano tutti noi. Dovevamo sfilare dietro il gonfalone di Porto Torres, ecco, e non andare sparpagliati comè accaduto a Cagliari».
Le grandi manifestazioni hanno i loro riti, regole non scritte, che hanno lasciato perplessi e amareggiati i lavoratori che da un mese presidiano la Torre Aragonese. «E proseguiremo in questa protesta - aggiunge Daniele Capuano - anche se non tutti la condividono o non ne vedono lutilità. Invece questa Torre è diventata il simbolo della protesta di tutti i lavoratori non solo di Porto Torres ma di tutta la Sardegna e da qui ce ne andremo solo quando avremo raggiunto il risultato di far ripartire le produzioni».
Sono stanchi, i lavoratori della Vinyls, ma la manifestazione di Cagliari è stata uniniezione di fiducia anche se nessuno nasconde le difficoltà che ancora dovranno essere affrontate. Soprattutto sanno di aver trovato un alleato determinato: i lavoratori dellAlcoa. «Con loro dobbiamo fare fronte comune e già la prossima settimana dovremo riuscire a incontrarci per stabilire una strategia comune - spiega Argentino Tellini -. Loro hanno la forza dei numeri, noi la determinazione a non mollare mai».
La grande delusione arriva dalla politica, dai parlamentari sardi. «Si sono sciolti come neve al sole - denuncia Capuano -. Sono venuti e trovarci, hanno fatto la loro bella sfilata davanti ai giornalisti e alle telecamere ma poi sono spariti». «Non sono riusciti a fare unazione comune - rincara la dose Tellini -, neppure uninterrogazione parlamentare che pure non si nega a nessuno». «Ci hanno presi per il c... ma ci siamo stancati delle loro parole - sbotta Daniele Capuano -. Se vorranno fare qualcosa per noi saranno i benvenuti, altrimenti la smettano con le passerelle e le grandi dichiarazioni che non portano a nulla». «Il problema vero è che siamo rimasti soli - è lamara constatazione di Alessandro Polo - e anche qualche sindacalista non si fa più vedere mentre a Cagliari, quando gli operai dellAlcoa hanno occupato la pista dellaeroporto, i delegati sindacali erano con loro».
Amareggiati ma non sconfitti. E già dai prossimi giorni i lavoratori si riuniranno per decidere le nuove iniziative di lotta, il cui teatro non sarà ristretto alla sola città di Porto Torres o alla provincia di Sassari.
Intanto questa mattina i lavoratori della Vinyls, indossando la divisa da lavoro, assisteranno alle messe che saranno celebrate alle 10,30 nella Basilica di San Gavino, e alle 11 nella parrocchia dello Spirito Santo, quasi a voler rinsaldare il legame fra il mondo del lavoro e la Chiesa Turritana.
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Pinuccio Saba