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Soru e Cappellacci, assenze record in aula


 CAGLIARI. Claudia Lombardo l’aveva promesso e ieri ha fatto pubblicare sul sito del Consiglio la partecipazione alla miriade di votazioni che si susseguono anche in una singola seduta. È la formalizzazione della guerra agli assenteisti e forse è solo la prima battaglia. Come tutte le statistiche, i dati non rivelano tutto: non dimostrano, ad esempio, quando la mancata partecipazione al voto sia dovuta a malattie o addirittura quando il consigliere aveva un incarico dallo stesso Consiglio. Detto questo le maglie nere vanno a Soru e a Cappellacci: in 89 sedute il fondatore di Tiscali ha partecipato appena 10 volte su 348 scrutini (2,87%) saltando il 97% delle votazioni. Subito dopo proprio il governatore in carica con 36 partecipazioni al voto (10,34%) e 89 assenze su 100. La presidente dell’assemblea vorrebbe colpire i fannulloni tagliando loro la diaria. Ma su questo, ieri, ha dovuto registrare un primo stop: la riunione dell’Ufficio di presidenza è finita in un attimo per l’assenza di diversi esponenti della maggioranza. I componenti dell’opposizione, constatata l’assenza del Centrodestra, hanno abbandonato la seduta, così come aveva annunciato il capogruppo del Pd Mario Bruno durante l’ultima seduta del Consiglio: «Siamo stufi di garantire il numero legale». L’ufficio di presidenza era stato convocato dalla Lombardo per esaminare una delibera «pesante» e cioè la modifica del sistema di rilevamento delle presenze con lo scopo di trattenere l’indennità di seduta degli assenteisti. La delibera rimasta in sospeso fissava il tetto della partecipazione al 50% delle votazioni per ogni seduta per poter essere considerati presenti. Una norma presa dal regolamento della Camera ma inasprita perché per i deputati la sogli aminima è il 30 e non il 50 per cento. Non tutti sono d’accordo perché il lavoro dei consiglieri non è solo quello che si svolge in aula ma, ad esempio, anche in commissione. «I dati non sono veritieri», precisano proprio i gruppi dell’opposizione in una dichiarazione congiunta (Pd, Comunisti-Sinistra-Rossomori e Idv), «si tratta del numero delle votazioni e non delle presenze e la presidente continua a confondere la verifica del numero legale con una votazione alla quale i consiglieri d’opposizione non partecipano spesso per scelta politica». Il vicepresidente dell’assemblea, Giuseppe Cucca, ritiene che i dati siano ingenerosi: «Non voglio parlare del mio caso ma faccio il nome del collega Sabatini: ha il cento per cento di presenze e qui risulta tra gli assenti quando non partecipare al voto è spesso, per l’opposizione, una scelta». Queste statistiche, a detta di Cucca, rischiano di far apparire fannulloni consiglieri sempre presenti e stakanovisti coloro che Anche nel Centrodestra si levano voci di dissenso. Come quella di Giorgio Oppi: «Dati non veritieri che non rendono conto degli impegni istituzionali. Non ho il dono dell’ubiquità: come facevo a partecipare al Consiglio e alla giunta o ad altre attività istituzionali»? Precisazione dello stesso tenore da parte del presidente Cappellacci che non gradisce l’accostamento a Soru: «Non è possibile un raffronto», ha detto il portavoce di Cappellacci, Serra: «Chi ricopre il ruolo di presidente della Regione spesso non può partecipare alle sedute del Consiglio perché impegnato in Giunta». Francesca Barracciu non contesta i dati ma spiega il motivo delle assenze: «Sono stata impegnata per un mese e mezzo nella campagna per le Europee (era candidata - ndr), e poi per le primarie del Pd».
- Alfredo Franchini