L'Auditorim di piazzetta Dettori sarà aperto a tutti

CAGLIARI.Un nuovo spazio destinato ai futuri attori, ma anche aperto atutte quelle compagnie che non hanno un loro teatro o per averlo devono scontrarsi con costi improponibili. E con questi intendimenti che il Piccolo Auditorium di piazzetta Dettori da martedi è ritornato a vivere, grazie anche all'ingresso della Scuola d'arte drammatica diretta da Lelio Lecis. ‹‹Le porte non sono aperte, ma spalancate››, è l'esordio del regista, presentando la nuova casa del teatro. Che cosi vuol far scivolare d'un solo colpo tutte le polemiche dei mesi scorsi, quando diverse compagnie l'avevano messo sul banco degli imputati visto che il Comune gli aveva affidato l'Auditorium senza alcuna gara. ‹‹Non gestiremo questo teatro, sarà il Comune ad avere voce in capitolo - precisa il regista - Noi ci siamo solo perché qui c'è la Scuola d'arte drammatica ed è per questo che è stato chiesto a noi un aiuto nell'organizzazione››. D'ora in avanti l'Auditorium sarà il cuore pulsante de La Marina, e per buona parte dell'anno ospiterà non solo aspiranti attori, ma anche le proposte delle varie compagnie. ‹‹Dovessero venire anche dall'Australia, apriremo le porte a chiunque››, dice Lecis. Per poi far sapere che gli affitti saranno estremamente convenienti, e le agevolazioni saranno maggiori per quelle che proporranno le loro produzioni nei cosiddetti 'periodi morti". Non solo: attrezzature come fari e proiettori video professionali potranno essere usati liberamente, senza sovraprezzo. L'intenzione è anche di dare la possibilità di iscriversi alla Scuola d'arte drammatica (che ora conta un centinaio di allievi ed è annoverata tra le più promettenti d'Italia) anche a chi attore non lo sarà mai, ma vuole solo provare una nuova esperienza.
Ora che ha riaperto, il Piccolo Auditorium parte subito con la sua prima stagione: 'Cagliari a teatro", dieci date, da sabato al 27 marzo, riservate a compagnie locali già affermate come Teatro impossibile, Cajca, Batisfera, Compagnia B, Lucido Sottolie, Terra delle O.

Sabrina Zedda