Paesi piccoli senza futuro, rilanciare l'agricoltura

SILIGO.«Il futuro (meno ingiusto del presente)», questo il tema dell'incontro dibattito che si è svolto domenica davanti a una folta cornice di pubblico nel centro di Aggregazione sociale di Piazza Maria Carta. Organizzata dal locale circolo del Partito democratico, la manifestazione politica è stata coordinata dal segretario Giorgio Bianco, che ha spiegato come il convegno abbia preso spunto da un articolo apparso sulla rivista silighese 'Biddanoa". Nel pezzo, lo studioso Fabrizio Manca ha tracciato un'analisi sulle prospettive future dei comuni del Meilogu e dell'interno dell'isola, a partire dai dati pubblici relativi allo spopolamento.
Un problema che interessa l'intera provincia italiana. Il Meilogu e il Goceano appaiono tra le zone più colpite, come logica conseguenza del fenomeno della disoccupazione e della mancanza di servizi essenziali nei piccoli centri dell'isola. La parola è quindi passata a Fabrizio Manca che ha spiegato che un paese è 'a rischio insediativo" quando presenta contemporaneamente una bassa densità demografica, un basso tasso di occupazione, un alto indice di vecchiaia e dei pubblici esercizi e servizi carenti rispetto ai bisogni dei residenti.
All'interno di questa fascia rientrano 271 comuni della Sardegna su 377, circa il 70 per cento del totale, di cui nel 2016 un centinaio sono destinati a diventare 'ghost towns": città a rischio di estinzione. Un dato impressionante e allarmante. Questa classifica vede Siligo agli ultimi posti con un tasso di natalità pari al 4,1 per cento e un tasso di celibato altrettanto negativo.
Dopo la presentazione dei dati oggettivi scaturiti dall'analisi, compito dei politici invitati è stato quello cercare di dare risposte al problema. A cominciare dal deputato Guido Melis che ha indicato come soluzioni immediate quelle di un turismo compatibile con la tradizione agroalimentare delle zone interne, che tenga conto delle peculiarità dell'identità regionale. Parere condiviso dal consigliere regionale Luigi Lotto che ha indicato nell'agricoltura una risorsa fondamentale da potenziare fortemente nelle zone interne. Agricoltura che abbia l'ambizione di salvaguardare il territorio e di offrire servizi al turismo.
A chiudere gli interventi dei politici è stato un'amministratore ed esponente dell'Anci Sardegna, il sindaco di Banari Giampiero Cordedda. «Solo unendo le forze tra noi e con le altre realtà della società possiamo sperare di combattere e di vincere questa battaglia difficile - ha spiegato il primo cittadino - lamentando che alcuni comuni rischiano di non poter più offrire ai residenti servizi essenziali a causa dei tagli alle risorse da parte dello Stato e della Regione».
Al termine degli interventi dei politici è toccato alla società civile esprimersi. Varie e articolate le proposte dell'ex dirigente scolastico Gavino Cabras, del parroco don Luca Collu, dell'architetto Frank Pittui e dell'ex assessore comunale Giampaolo Ledda. Tutti hanno concordato sulla necessità immediata di utilizzare al meglio le ricchezze ambientali e le risorse del territorio cercando di fare gruppo.
«Uniti si vince, da soli si scompare», questa sarà per tutti la scommessa dei prossimi anni.

Antonio Carboni