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Vinyls slitta di nuovo, Alcoa verso l’addio


 PORTO TORRES. Slitta ancora e non si sa di quanto la ripartenza degli impianti Vinyls di Porto Torres, Marghera e Ravenna. E se entro dieci giorni non si avranno novità sulle fidejussioni, i commissari saranno costretti ad attuare una cassa integrazione più “spinta”.
 A fronte di queste notizie non proprio positive, c’è la conferma che la trattativa fra Eni e Ramco continua.
 Queste le novità emerse al termine dell’incontro fra i commissari straordinari della Vinyls (Franco Appeddu, Mauro Pizzigati e Giorgio Simeone), il direttore generale del ministero per lo Sviluppo economico Andrea Bianchi, i responsabili nazionali del settore chimico di Cgil, Cisl e Uil (Tore Corveddu, Luca Bianco e Sandro Santicchia), i rappresentanti delle regioni Veneto, Emilia Romagna e Sardegna (l’assessore all’Industria Sandro Angioni), il segretario regionale della Femca-Cisl Gian Piero Murgia, i segretari territorali della Fulc e le rsu della Vinyls.
 «Quello che preoccupa maggiormente è la tempistica relativa alla riapertura degli impianti - ha detto Gian Piero Murgia, della Femca-Cisl - e lo spettro della cassa integrazione per tutti significa che l’eventuale ripresa delle produzioni slitta di diverse settimane. Non resta che battere la strada delle fidejussioni, con due ipotesi che sono state prospettate dai commissari. Una è l’intervento diretto dello stato (come è accaduto alla Legler) con una fidejussione fino a trenta milioni di euro, ma in questo caso occorre il via libera della Commissione europea. L’altra ipotesi passa per il Banco di Sardegna, che verrebbe coinvolto dalla Sfirs, e allora i tempi sarebbero decisamente ridotti. Ma, per adesso, siamo solo nel campo delle ipotesi di lavoro».
 «Altro problema è l’approccio con l’Eni - aggiunge Piefranco Delogu, della Filcem-Cgil -. Abbiamo chiesto che l’Eni fornisca le materie prime per le lavorazioni garantendosi il pagamento con gli incassi provenienti dalla vendita del Pvc ma il ministero ci ha risposto che non si poteva “intercedere” con l’Eni per una scelta del genere. E questo la dice lunga sul potere contrattuale dell’Eni nei confronti del governo».
 Organizzazioni sindacali ovviamente deluse dall’esito dell’incontro. Ne riparleranno la prossima settimana nel coordinamento nazionale.
 E la vertenza non coinvolge solo i lavoratori della Vinyls: l’impianto di Polimeri Europa di Porto Torres è in manutenzione straordinaria con i serbatoi dell’etilene ormai pieni, mentre alla Syndial di Assemini si produce il dicloretano che non si sa da chi verrà lavorato in futuro visto che entro una settimana potrebbero fermarsi anche gli stabilimenti di Marghera e Ravenna. «È come un cane che si morde la coda - ha commentato il sindaco di Porto Torres Luciano Mura - e anche per questo non si capisce l’atteggiamento schizofrenico dell’Eni che ha difficoltà a mettere a disposizione venti milioni di prodotto per far marciare Vinyls, ma poi getta via ogni giorno centinaia di migliaia di euro per un prodotto destinato allo stoccaggio».
 In questo quadro non esaltante, che oggi sarà oggetto dell’assemblea a porte chiuse dei lavoratori della Vinyls, l’unica novità positiva è la prosecuzione delle trattative con la Ramco che intende acquistare l’intera filiera del cloro in Italia. E questa volta l’Eni, che ha espresso un parere “non negativo” sull’operazione, non si è messa di traverso come ha invece fatto per anni con l’Ineos e Safi.
- Pinuccio Saba

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