19 gennaio 2010 —
pagina 09
sezione: Sardegna
PORTO TORRES. Slitta ancora e non si sa di quanto la ripartenza degli impianti Vinyls di Porto Torres, Marghera e Ravenna. E se entro dieci giorni non si avranno novità sulle fidejussioni, i commissari saranno costretti ad attuare una cassa integrazione più spinta.
A fronte di queste notizie non proprio positive, cè la conferma che la trattativa fra Eni e Ramco continua.
Queste le novità emerse al termine dellincontro fra i commissari straordinari della Vinyls (Franco Appeddu, Mauro Pizzigati e Giorgio Simeone), il direttore generale del ministero per lo Sviluppo economico Andrea Bianchi, i responsabili nazionali del settore chimico di Cgil, Cisl e Uil (Tore Corveddu, Luca Bianco e Sandro Santicchia), i rappresentanti delle regioni Veneto, Emilia Romagna e Sardegna (lassessore allIndustria Sandro Angioni), il segretario regionale della Femca-Cisl Gian Piero Murgia, i segretari territorali della Fulc e le rsu della Vinyls.
«Quello che preoccupa maggiormente è la tempistica relativa alla riapertura degli impianti - ha detto Gian Piero Murgia, della Femca-Cisl - e lo spettro della cassa integrazione per tutti significa che leventuale ripresa delle produzioni slitta di diverse settimane. Non resta che battere la strada delle fidejussioni, con due ipotesi che sono state prospettate dai commissari. Una è lintervento diretto dello stato (come è accaduto alla Legler) con una fidejussione fino a trenta milioni di euro, ma in questo caso occorre il via libera della Commissione europea. Laltra ipotesi passa per il Banco di Sardegna, che verrebbe coinvolto dalla Sfirs, e allora i tempi sarebbero decisamente ridotti. Ma, per adesso, siamo solo nel campo delle ipotesi di lavoro».
«Altro problema è lapproccio con lEni - aggiunge Piefranco Delogu, della Filcem-Cgil -. Abbiamo chiesto che lEni fornisca le materie prime per le lavorazioni garantendosi il pagamento con gli incassi provenienti dalla vendita del Pvc ma il ministero ci ha risposto che non si poteva intercedere con lEni per una scelta del genere. E questo la dice lunga sul potere contrattuale dellEni nei confronti del governo».
Organizzazioni sindacali ovviamente deluse dallesito dellincontro. Ne riparleranno la prossima settimana nel coordinamento nazionale.
E la vertenza non coinvolge solo i lavoratori della Vinyls: limpianto di Polimeri Europa di Porto Torres è in manutenzione straordinaria con i serbatoi delletilene ormai pieni, mentre alla Syndial di Assemini si produce il dicloretano che non si sa da chi verrà lavorato in futuro visto che entro una settimana potrebbero fermarsi anche gli stabilimenti di Marghera e Ravenna. «È come un cane che si morde la coda - ha commentato il sindaco di Porto Torres Luciano Mura - e anche per questo non si capisce latteggiamento schizofrenico dellEni che ha difficoltà a mettere a disposizione venti milioni di prodotto per far marciare Vinyls, ma poi getta via ogni giorno centinaia di migliaia di euro per un prodotto destinato allo stoccaggio».
In questo quadro non esaltante, che oggi sarà oggetto dellassemblea a porte chiuse dei lavoratori della Vinyls, lunica novità positiva è la prosecuzione delle trattative con la Ramco che intende acquistare lintera filiera del cloro in Italia. E questa volta lEni, che ha espresso un parere non negativo sulloperazione, non si è messa di traverso come ha invece fatto per anni con lIneos e Safi.
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Pinuccio Saba