Dal Crs4 al solare termodinamico

SASSARI.Non solo eolico, fotovoltaico o biomasse in Sardegna. Tra le fonti rinnovabili, si aprono nuovi scenari. «Noi della Elianto vogliamo industrializzare e commercializzare il solare termodinamico: a partire dalle esperienze fatte col Nobel Rubbia al Crs4 e a iniziare da un prototipo già ultimato», spiega Piero Pili, quarantasei anni, di Aritzo, amministratore della società, creata con l'amico e collega Giovanni Murgia, quarantatré anni, cagliaritano. «Si parla d'impianti su piccola scala per determinare due differenti azioni - prosegue - La prima è appunto la produzione di energia elettrica destinata alle fattorie delle aree rurali. La seconda consiste nella generazione di vapori e riscaldamento dell'acqua, due elementi importanti anche per le lavorazioni nelle serre».
Ed è appunto questa seconda attività a costituire la differenza più importante rispetto al fotovoltaico. Perché, come rileva Pili, «questa è una tecnologia tipicamente sarda e italiana, che permette l'accumulo di energia in modo nettamente più economico, senza le difficoltà che gli altri impianti basati sul solare fanno nascere di solito». «Un altro aspetto vantaggioso è dato dal fatto che il termodinamico può rivelarsi utile per i cicli di raffreddamento, cosi necessari nell'agrozootecnia», è la messa a fuoco ulteriore fatta dall'amministratore di Elianto. Che conclude: «Possiamo produrre un mw con 3 ettari di terreno, pari più o meno a 6 campi da calcio: un impatto più ridotto rispetto ad altri sistemi». (pgp)