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Mazzotta pronto a girare un nuovo film sulla Saras


 CARLOFORTE. «Oil», il film del regista milanese Massimiliano Mazzotta che descrive gli effetti dell’inquinamento industriale nel territorio di Sarroch, è sbarcato anche a Carloforte. Lo speciale appuntamento, lunedì sera, nella sala La Bottega, ha chiuso la rassegna regionale di proiezioni multitematiche «Il Circuito del Documentario in Sardegna», curato dall’associazione Bòtti du Shcoggiu. Alla proiezione di «Oil: la voce delle vittime», era presente anche il regista, insime a diversi amministratori comunali.
 L’interesse verso la problematica, anche nella piccola e decentrata isola di San Pietro, è stato notevole. L’incedere delle immagini, dei dialoghi e delle testimonianze dirette, all’interno e all’esterno della raffineria Saras a Sarroch della famiglia Moratti, legate sapientemente da un montaggio incalzante, hanno destato stupore e preoccupazione tra il pubblico locale, che vede a breve distanza la minaccia portata dal polo industriale di Portovesme.
 Una minaccia per la salute, a giudicare dall’esplicito messaggio trasmesso da «Oil», dove è apparso chiaro il connubio tra inquinamento industriale e gravi malattie, spesso mortali, come il cancro. In più di una occasione, manifestatosi in forme tumorali rare e in soggetti giovani, appena trentenni. Gli effetti negativi della raffineria e delle altre industrie, nel film sono avvertiti dai lavoratori, ma anche dai residenti nei paraggi. Navigando in piena sindrome di Stoccolma, dove accanto alle proteste dei parenti delle vittime, ma anche del personale che quotidianamente deve fare i conti con il rischio di contaminazioni, c’è lesigenza del posto di lavoro e della persistenza di una realtà industriale che, di fatto, sostiene un intero territorio.
 Come ha descritto Massimiliano Mazzotta, nel dibattito finale dopo la proiezione del documentario, un film del genere ha portato al regista molti grattacapi, a seguito delle arringhe giudiziarie esperite dai legali della Saras, ma anche una prima vittoria, ovvero la possibilità di poterlo proiettare. Nonostante apprezzamenti e riconoscimenti ufficiali, la diffusione di «Oil» al grande pubblico continua ad incontrare grandi ostacoli. Che non intimidiscono il regista Mazzotta, pronto anche far uscire il seguito, una sorta di «Oil 2», dove affrontare gli aspetti economici legati alla raffineria, anch’essi controversi, dalla quotazione di Saras in borsa al prezzo dell’energia e del gas pagato dai sardi e prodotto a Sarroch.
 Senza tralasciare la possibilità di girare un nuovo «Oil» a Portovesme, la cui pellicola presenterebbe una sinossi molto simile alloriginale. Le nefaste contaminazioni del polo industriale sulcitano sui vicini territori, sono state esposte al regista Mazzotta da alcuni giovani e ambientalisti isolani, che hanno citato nel dibattito l’ultimo caso della grande fuga di fluoro dall’Alcoa, avvertita anche a Carloforte, con problemi lamentati da alcuni cittadini. Chiara la loro visione dell’argomento: niente industrie, anche a scapito di un sicuro posto di lavoro.
- Simone Repetto