Economia e ordine pubblico legati a un gatto e a un barista


La parola data (prefazione di Roberto Rossi Testa) è la terza raccolta di poesie dell'anconetano e sassarese Giovanni Nuscis pubblicata quest'anno da L'arcolaio di Forli. Nuscis è un poeta aspro ed elegante, e talvolta concettoso. La parola - quella del titolo - è talvolta inseguita sino ad una sua ardita, difficile, figuratività. Ecco: in linea di massima - ma senza tentazioni orfiche - Nuscis è un poeta che resiste al linguaggio della comunicazione, pur non rinunciando a comunicare le sue verità. Epperò non mancano nei suoi versi certe aperture sulla quotidianità. E' il Nuscis che preferisco, senza per questo sottovalutare la sua metafisica di resistenza. E' il Nuscis che affido ai miei men che venticinque lettori per salutare l'anno nuovo che arriva. Una veloce, ironica e prosastica, riflessione sulla casualità e l'insensatezza delle leggi che regolano il mondo e condizionano il destino degli uomini: «L'urina di un gatto sulle scale/rende nervoso l'inquilino/che fa il barista e porta/avanti e indietro ogni giorno/bicchieri su un vassoio;/ogni tanto ne cade uno/sul cliente che s'adira: agente/di borsa o di polizia./Economia, ordine pubblico/influenzati da un barista/e da un gatto».

Massimo Onofri