Aziende sul piede di guerra


OLBIA. Il conto salatissimo rischia di mandare in rovina parecchie aziende. Le bollette di Equitalia hanno messo a soqquadro la zona industriale. E ora vengono minacciate azioni forti: licenziamenti, mancato pagamento di tredicesime, blocco dei camion della De Vizia.
Diversi imprenditori sono alla disperazione: le bollette Tarsu arrivate all'incasso recitano cifre spaventose: 3, 4, fino a 600mila euro. Impossibile onorarle senza finire sul lastrico. Dal comune, arriva però, una voce di speranza. E' quella dell'assessore al bilancio, Francesco Sanciu. Ex presidente del Cines, imprenditore anche lui, ammette che «la situazione è difficile, ma stiamo facendo di tutto per cercare di risolverla».
Come? Il conto alle imprese arriva in base al computo dei metri quadri che ciascuna azienda occupa. Poco importa se queste producono per la maggior parte rifiuti speciali, che non vengono smaltiti dalla De Vizia, la società che ha l'appalto della raccolta a Olbia. «Dobbiamo far leva proprio sul regolamento, visto che le tariffe sono intoccabili - commenta Sanciu -. Dunque vedere se il conteggio si può ritoccare in ribasso. Abbiamo contattato anche un tributarista di fama nazionale per avere un parere sulla faccenda».
Lo spiraglio che ha aperto Sanciu sembra essere interessante. «Si potrebbe - sostiene l'assessore comunale al bilancio - intervenire sul pregresso e dunque sulle bollette di Equitalia. Ma occorre che l'interpretazione al regolamento sia favorevole. Ci stiamo lavorando».
Sanciu sottolinea come si siano svolte due riunioni successive, cinque giorni fa e avant'ieri, con assessori, sindaco, direttore generale del comune per parlare della situazione. E' stata già programmato un altro incontro con il dirigente del settore finanze e uno successivo con le commissioni comunali all'ambiente e alle finanze. «Il tutto - conclude Sanciu - per arrivare a una proposta da portare all'attenzione del consiglio comunale».
Ieri, sul fronte degli imprenditori tartassati, si è svolta una riunione a cui hanno preso parte Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Confindustria, Agci, rappresentante camerale Cines e altri esponenti di categoria. «Il Comune deve fare la sua parte, vogliamo un incontro con il sindaco e la giunta - dice Massimo Bonacossa della Cna -, perché questa storia rischia di far fallire diverse imprese». Da qui la minaccia di non pagare le tredicesime e procedere a licenziamenti di personale. Come dire, la situazione è al limite.

Enrico Gaviano