Natale "black & white": l'integrazione a ritmo di musica e percussioni

SASSARI.Il 'black & white" del Natale ha il suono delle percussioni picchiate da nove musicisti sul palco dell'Emiciclo. Inizia cosi, con una band formata da cinque giovani senegalesi e quattro donne sassaresi, la festa della Notte bianca. Con il sindaco Gianfranco Ganau e l'assessore alla Cultura Angela Mameli che spiegano alla gente qual'è il senso dell'iniziativa, una risposta a distanza al comune leghista di Coccaglio (Brescia), dove il Natale è solo white: «Per fortuna la nostra è una città solidale, qui le diverse comunità convivono pacificamente, noi vogliamo che tutti si sentano a casa, che nessuna percepisca disagio o fastidio nei suoi confronti». Sotto il palco c'è Taal Moussa, presidente della comunità senegalese, al suo fianco l'amico Sani, guida della comunità pakistana. Sorridono, applaudono, dicono che il Natale black & white è una bella iniziativa «per tutti, per chi ha la pelle nera, ma anche per i cinesi, per i rumeni che qui vivono e lavorano». Poi si accendono le luci, luminarie diverse dal solito illuminano l'isola pedonale che parte all'Emiciclo e arriva sino a viale Umberto. Meno Babbi Natale rossi e verdi in giro, quest'anno a penzolare tra via Brigata Sassari e via Carlo Alberto sono semplici fili argentati e palle dorate. Nell'asfalto libero dalle auto, la gente passeggia, si ferma ad ascoltare la musica di fronte ai palchi allestiti in quasi tutte le piazze, curiosa tra le mostre (come Carasci Abesthi, ricca esposizione di cimeli e maglie della Torres a Palazzo Ducale), ammira a Palazzo di Città la statua raffigurante la Venere bagnante, fresca di restauro. E, per restare in tema, non mancano i gesti solidali: tante persone accolgono l'invito dell'Arci, che in piazza Fiume ha organizzato una raccolta di oggetti che non servono più. Non mancano le degustazioni, come quella offerta dal consorzio 'Il Castello". I negozi sono aperti, all'interno si vede movimento. Anche i commercianti possono fare festa. (si. sa.)