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Maffei Sarda in difficoltà In crisi anche le miniere della Sardegna centrale


di Federico Sedda
 NUORO. La crisi colpisce in modo impetuoso anche un piccolo settore del quale si parla poco, ma che, tenuto conto anche dell’indotto, rappresenta un segmento importante nell’economia della Sardegna centrale: il comparto minerario. Il malessere è sempre più forte.
  A dare voce a questo malessere, che rischia di fare scomparire questo settore storico della provincia di Nuoro, sono i segretari della Filcem-Cgil, della Femca-Cisl e della Uilcem, Palmiro Cillara, Tomaso Canu e Giuseppe Manconi, che hanno chiesto un incontro ai sindaci dei comuni di Orani e di Ottana, paesi nei cui territori si trovano gli impianti estrattivi.
 A essere coinvolta dalla crisi è, in particolare, la Maffei sarda: un’azienda con una trentina di lavoratori che produce feldspato.
 «Lo stato di crisi di questa società - dicono i tre leader sindacali - si è ulteriormente acuito negli ultimi mesi. In un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi presso la sede della Confindustria abbiamo riscontrato le difficoltà dell’azienda che non riesce a collocare il prodotto sul mercato come accadeva un tempo».
 Il feldspato è un minerale che viene utilizzato nel settore della ceramica. L’effetto domino della crisi dell’edilizia si ripercuote sul mercato delle materie prime utilizzate in questo settore, quali, appunto, il feldspato (una produzione di oltre 700 mila tonnellate all’anno) che rimane invenduto.
 A bloccarsi è anche il trasporto, con decine di camion che rimangono fermi. I contraccolpi finali, finiscono sulle spalle dei lavoratori che, alla Maffei, sono costretti a riparare, a turno, nell’ombrello sociale della cassa integrazione.
 Gli effetti di questa situazione sono emersi nell’assemblea che si è tenuta nello stabilimento di Orani. Gli operai hanno chiesto un deciso intervento delle parti sociali e delle istituzioni per evitare il crollo del settore. Un’eventualità che manderebbe in fumo, compreso l’indotto, una sessantina di posti di lavoro. L’ennesimo dramma per la Sardegna centrale.
 «Dopo la cancellazione in questo territorio di centinaia di posti di lavoro - dicono i sindacalisti - non possiamo permetterci altri tagli occupazionali».
 Da qui la richiesta di aiuto che i sindacati rivolgono ai sindaci di Ottana e Orani. «Ci proponiamo - annunciano Cillara, Canu e Manconi - di unire gli sforzi per mettere a punto strategie di lotta comuni».
 Lavoratori, sindacato e sindaci, insomma, uniti per cercare di salvare un settore importante per l’economia della zona e per la sopravvivenza di decine di famiglie.