la Nuova Sardegna — 20 novembre 2009
pagina 07
sezione: SARDEGNA
PORTO TORRES. Hanno lasciato il sesto piano dellimpianto del Pvc e si sono trasferiti negli uffici della Vinyls. I cinque giovani lavoratori che avantieri hanno iniziato lo sciopero della fame si sono fatti convincere da Franco Appeddu (ex direttore dello stabilimento e attuale commissario straordinario) e dal sindaco di Porto Torres Luciano Mura a lasciare limpianto. Ma non a mangiare. Da avantieri bevono solo acqua e zucchero e qualche bicchiere di coca cola. «E proseguiremo fino a domani mattina (oggi per chi legge, ndr), quando inizierà lassemblea di tutti i lavoratori della Vinyls» chiarisce, con voce stanca, Marco Olia. È uno dei cinque lavoratori che hanno avviato la protesta «perchè volevamo dare un segnale, volevamo dare un scossa» ma non riesce e non vuole nascondere i timori per il proprio futuro. Assunto due anni fa con contratto di apprendistato, con altri dodici colleghi tutti sotto i 30 anni di età, rischia di non vedersi confermato. «Siamo in tredici in questa condizione - spiega Marco Olia -. A tre il contratto scade il 25 novembre, agli altri a gennaio. E non sappiamo se per noi esiste la possibilità della cassa integrazione in deroga. Lingegner Appeddu ha detto che avrebbe fatto il possibile per inserire anche noi nellelenco dei lavoratori che usufruirano degli ammortizzatori sociali, ma non dipende dal commissario». Olia (che parla a anche a nome dei colleghi Antonio Salaris, Claudio Delogu, Andrea Sechi e Marcello Biosa) racconta di aver ricevuto la solidarietà degli altri lavoratori della Vinyls, «questa mattina, alle 4, sotto la torre cerano una cinquantina di colleghi», ma soprattutto di aver avuto la solidarietà e il conforto da parte del direttore dello stabilimento, lingegner Federico Bordin. Nessuna segnale, invece, dei lavoratori di Polimeri Europa. «Ci hanno lasciati soli e questo non me laspettavo proprio - commenta amareggiato Marco Olia -. Eppure se dopo il 15 gennaio non ripartiranno gli impianti della Vinyls, si fermerà anche il crackimg delletilene, il cuore del petrolchimico. Quello del cloro è un circuito produttivo nel quale, se si ferma un solo elemento, si blocca tutto tutto il resto». Stanchi sì, ma non vinti. «Oggi ci sarà lassemblea, alle 8 in sala mensa, con tre punti allordine del giorno - spiega Olia -: il reintegro dei 13 lavoratori che rischiano di perdere il posto; inserimento nella cassa integrazione in deroga, magari con i corsi regionali come è stato fatto nel Sulcis; contrattazione delle squadre di sicurezza perchè la proposta aziendale, due persone per turno, è semplicemente inaccettabile. La squadra sarebbe infatti composta da un capoturno e un quadrista che non possono lasciare la sala controllo».
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Pinuccio Saba