ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Vinyls, la produzione riparte a dicembre ma inizia anche la cassa integrazione


 PORTO TORRES. Si profila lo spettro della cassa integrazione per i lavoratori della Vinyls di Porto Torres. Fino al 15 gennaio, ma forse di più. Lo hanno comunicato ieri i commissari di Vinyls che hanno incontrato le segreterie territoriali e regionali dei lavoratori chimici del Veneto per trattare la cassa integrazione dello stabilimento di Porto Marghera.
 E nel corso delle trattative i commissari hanno affermato che per Porto Torres la cassa integrazione sarà almeno fino al 15 gennaio.
 Una notizia che arriva quasi a sorpresa (anche se le organizzazioni sindacali erano al corrente delle intenzioni della Vinyls), proprio alla vigilia del vertice previsto per questo pomeriggio alle 15 nella sede del ministero dello Sviluppo economico fissato da tempo per discutere il piano industriale dell’Eni sulla chimica. Ed è normale che l’annunciata cassa integrazione, anticipata in maniera irrituale dai commissari, sarà uno dei temi che comunque irromperanno nella discussione. Un vertice che vedrà schierati i responsabili delle organizzazioni sindacali, confederali e di categoria, naziionali, regionali e territoriali. Un vertice al quale non sono state invitate le istituzioni del territorio, circostanza che nelle scorse settimane ha provocato la protesta dei sindaci di Porto Torres e Sassari Luciano Mura e Gianfranco Ganau, e del presidente della Provincia di Sassari Alessandra Giudici.
 La richiesta di cassa integrazione, procedure che saranno comunque oggetto di trattativa a livello territoriale, sarebbero dovute alle sollecitazione delle banche che devono sostenere il progetto di rilancio del settore, banche hanno chiesto una diminuzione dei costi di gestione, a partire da quelli per il personale.
 Ufficialmente le segreterie territoriali e le segreterie regionali delle organizzazioni sindacali non conoscono le proposte dei commissari ma sottolineano che ogni decisione dovrà essere contrattata a livello territoriale. I dirigenti del sindaco dei chimici, in pratica, fanno capire che la partita per quento riguarda la cassa integrazione per i lavoratori di Porto Torres è ancora tutta da giocare. Nessuno discute le necessità, in questa fase, del ricorso agli ammortizzatori sociali. Ma tempi e modi devono scaturire dal confronto e non dalle anticipazioni dei rappresentanti aziendali che, tra l’altro, riguardano un’altra realtà territoriale.
 Per il sindacato è comunque fondamentale ribadire, fin da questo pomeriggio, che la cassa integrazione non potrà essere l’anticamera della chiusura degli impianti. È un concetto scontato ma è utile, sostengono i responsabili del sindacato, ricordare che la cassa integrazione è finalizzata alla ripresa delle produzioni. Che non significa che sarà un confronto facile. Ma il mantenimento in vita degli impianti Vinyls di Porto Torres è fondamentale per l’intero polo petrolchimico turritano per cui la trattativa si preannuncia serrata.
 Un primo segnale, anche se non una risposta precisa, potrebbe arrivare fin da questo pomeriggio quando si confronteranno governo, organizzazioni sindacali ed Eni. Risposte precisa che invece dovrebbe slittare di un paio di giorni, fino all’arrivo a Cagliari del ministro Claudio Scajola.
- Pinuccio Saba