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Petizione per l’avvicinamento dei detenuti

 SASSARI. Una petizione perché Bruno Bellomonte e i detenuti che si trovano nelle sue condizioni possano godere di un trattamento degno di uno stato democratico e le loro famiglie e i legali non siano costretti a spese notevoli per tenere i contatti con loro. L’ha predisposta il Comitato territorialità della pena, che l’ha presentata nella libreria Odradek. La vicenda di Bellomonte è un punto di partenza per una battaglia di più ampio respiro. Il leader di «A manca» fu incarcerato a Roma il 10 giugno con la pesante accusa di preparare un attentato al G8 della Maddalena. Dopo 45 giorni di isolamento, il 25 luglio fu trasferito nel carcere di Catanzaro («il viaggio è durato 12 ore, in una gabbia dentro un pullmino, con le manette, a una temperatura insopportabile e con solo un panino e una bottiglietta d’acqua» denuncia il comitato) dov’è attualmente in attesa di giudizio.
 «Il disagio determinato dall’insularità è logistico, psicologico e economico - spiega Rosa Foddai -. Per visitare Bruno Bellomonte, i familiari devono fare un viaggio di due giorni del costo di oltre 400 euro, rendendo impossibile le quattro visite mensili previste dal regolamento penitenziario. E anche le trasferte degli avvocati incidono notevolmente.
 Il Comitato si appella semplicemente all’applicazione delle leggi già esistenti: la 354/75, che all’articolo 42 stabilisce la detenzione in zone raggiungibili dalle famiglie, con ulteriore attenzione per i sardi, ma anche al protocollo d’intesa tra Regione e ministero della Giustizia.
 Tra gli intervenuti, il deputato del Pd Guido Melis (componente Commissione giustizia della Camera) che ha allargato il discorso alla situazione di degrado delle carceri italiane annunciando un’ interrogazione.
 C’erano Paolo Pisu (Prc, autore di un libro sulla detenzione), i consiglieri comunali Dolores lai (Pd) e Vinicio Tedde (Sdi) e il consigliere provinciale del Pd Alba Canu, oltre a Gian Piero Muroni («Sassari Viva)».
 «A Bruno questa mobilitazione fa piacere - dice la moglie Caterina Tani - ma ha chiesto di non focalizzare tutto su di lui, sono in tanti nella sua situazione».
 In Provincia è stato votata una mozione, in Comune dev’essere discussa. Si può firmare la petizione a Sassari nella libreria Odradek (via Torre Tonda), nel circolo Sandalia (via Dessì), nel circolo Aggabachela (via Diaz), nella libreria Dessì (Largo Cavallotti) e al Sindacadu Natzione Sarda (via Don Minzoni 2). Ad Alghero al Cantiere Sociale dell’Alguer (via Ferret). A Porto Torres nel circolo Margutta (via delle Vigne 28). Sinora sono state raccolte oltre 1000 firme.
- Antonello Palmas