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Is Arenas, i paletti del ministero

 ORISTANO. Il ministero dell’ambiente non ha competenza nelle concessioni di aree demaniali, ma può dire la sua su altri aspetti della vicenda dell’eolico off shore a Is Arenas. E lo ha fatto nei giorni scorsi sollecitando Capitaneria di porto, Regione e Area marina protetta a far rispettare le norme che mettono sotto tutela una parte dell’area chiesta dalla Is Arenas renewables energies per la realizzazione di un impianto eolico.
 «Il ministero dell’Ambiente - si legge in una nota del Gruppo di intervento giuridico-Amici della Terra - ha risposto all’atto di opposizione inoltrato dalle nostre associazioni. Ha messo in mora la Capitaneria di Porto di Oristano, la Regione autonoma della Sardegna (assessorati regionali della Difesa dell’ambiente e dell’Urbanistica) e l’Area marina protetta del Sinis ricordando l’esistenza del giudizio davanti alla Corte di Giustizia europea per le gravi violazioni della normativa comunitaria in materia di tutela degli habitat a causa degli interventi edilizi sulle dune boscate di Is Arenas, sito di importanza comunitaria».
 Il ministero dell’Ambiente ricorda che, proprio a causa del giudizio pendente alla Corte di Giustizia, la Regione ha approvato il piano di gestione del sito di importanza comunitaria (Sic) di Is Arenas, che prevede un’ampia zona a mare, interessata dal progetto di centrale eolica del Sinis proposto dalla Iare.
 «Tuttavia - prosegue la nota - non c’è alcuna preventiva valutazione di incidenza del progetto sullle componenti ambientali del Sic né procedura di valutazione di impatto ambientale. Dovranno pertanto essere valutati gli impatti a terra e a mare sul paesaggio, il rumore, i danni alla fauna e, specificamente, all’avifauna (in particolare i rapaci e i migratori), i danni ai fondali marini e, specificamente, alle praterie di posidonia».
 Secondo le associazioni ambientaliste «il ministero dell’Ambiente ha piantato profondi paletti nei confronti di un progetto che appare fin troppo dannoso», mentre la giunta regionale, invece, «non ha fatto alcun passo concreto, nonostante un preciso ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale. I padroni del vento ringraziano sentitamente».
 Le associazioni ecologiste «ribadiscono la loro netta opposizione all’eolico selvaggio, che non tiene conto delle caratteristiche peculiari del territorio interessato né delle effettive necessità energetiche, ma viene determinato dalle pretese degli industriali del vento ai danni della collettività».
 «TUtti i progetti - conclude la nota - di centrali eoliche off shore recentemente presentati (ben sei, dal Sinis al Golfo di Oristano, dal Golfo degli Angeli al Golfo di Palmas) appaiono fuori da qualsiasi ipotesi della pianificazione regionale in materia e che sembrano dettati più da esigenze speculative che da effettive necessità».(r.pe.)