20 ottobre 2009 —
pagina 02
sezione: Cagliari
CAGLIARI. La causa intentata dalla Saras contro Massimiliano Mazzotta, il regista del film-documento Oil sui rischi legati alla presenza industriale a Sarroch, si è chiusa perchè è cessata la materia del contendere: il materiale richiesto dallazienda allautore del film è stato restituito. Ma lordinanza firmata dal giudice civile Vincenzo Amato rappresenta una chiarissima vittoria per Mazzotta, perchè il magistrato - nella valutazione dei fatti legata alla decisione sulle spese del giudizio, 3140 euro tutti a carico della Saras - ha dato pienamente ragione ai difensori Alberto Cocco Ortu, Giuseppe Fornari e Paolo Grasso: la richiesta di sequestro giudiziario avanzata dai legali Guido Chessa Miglior e Angelo Luminoso «era infondata e non avrebbe potuto essere accolta».
Il giudice ripercorre nellatto i rapporti intercorsi fra Mazzotta e i dirigenti Saras nella fase di costruzione del film e nega che luso delle interviste, delle immagini, del materiale consegnato dallazienda potesse essere illecita. Riferendosi allarticolo 21 della Costituzione che tutela la libertà di pensiero, il magistrato respinge la possibilità che Mazzotta avesse lobbligo di esibire il materiale prima di proiettarlo, mentre lesame dei documenti - sostiene il giudice Amato - smentisce lipotesi che le interviste ai dirigenti siano state manipolate.
«Lesercizio dellattività di informazione - scrive il giudice nellordinanza - oltre a non poter essere soggetto ad autorizzazioni o censure di carattere pubblicistico, non è sicuramente assoggettabile anche solo indirettamente attraverso misure come il sequestro giudiziario a forme di preventivo controllo privato da parte dei soggetti la cui attività è oggetto dellinformazione di volta in volta data al pubblico». Nella stretta sostanza: Mazzotta poteva usare liberamente le interviste ai dirigenti - Giorgio Zonza, Fabio Grosso, Alessandro Zucca e Ignazio Piras - e il materiale consegnato dallazienda, non aveva alcun obbligo di chiedere il permesso e neppure di spiegare per cosa lavrebbe utilizzato. Peraltro il materiale - come Mazzotta ha dimostrato in giudizio - era stato usato solo in minima parte, perchè le immagini riportate nel dvd originale del film sono per la gran parte di repertorio e storiche. Del tutto infondata per il giudice anche lipotesi che il documentario fosse diffamatorio, visto che secondo il ricorso dei legali Saras era legata soltanto a uno spezzone e su articoli pubblicati in seguito a proiezioni pubbliche «alle quali ben avrebbero potuto partecipare degli osservatori della Saras, al cui ufficio comunicazioni erano stati trasmessi gli inviti».
-
Mauro Lissia