30 settembre 2009 —
pagina 06
sezione: Sardegna
di Roberto Petretto
ORISTANO. Quando il tecnico del settore Ambiente, Lello Torchia, proietta sullo schermo il panorama delle 80 torri, dalla platea si leva un brusìo di stupore.
Parlare del mega impianto da realizzare di fronte alla costa di Is Arenas è un conto, vedere leffetto che fa è tuttaltra cosa. Una simulazione attendibile, quella fatta dai tecnici del settore Ambiente della Provincia e proposta ieri mattina nel corso dellaffollata assemblea nellaula consiliare.
Certo, il pubblico che assiste alla proiezione è schierato. Anzi, furioso: gente che vive o lavora a Su Pallosu, a Is Arenas, a SArchittu e a Santa Caterina. Ma insieme alla gente ci sono i sindaci, il presidente, gli assessori e i consiglieri provinciali. Di destra e di sinistra. Quelli che parlano lo fanno per esprimere un no netto al progetto della Iare srl. Qualcuno tace, ma sembra valere il principio del silenzio assenso. Anche se alcuni segnali fanno pensare. Il presidente Onida, ad esempio, cita la lettera inviata dal settore Ambiente della Provincia alla Capitaneria di porto il 20 luglio di questanno. Una lettera che già esprimeva un «parere non favorevole» al progetto della Iare. «Parere rilasciato dopo un incontro con il presidente», ha precisato Onida. Come mai, allora, lassessore competente, Pier Francesco Garau, due mesi dopo, dichiarava alla Nuova: «Non conosco il progetto e non esprimo pareri. Chiederemo di acquisire la proposta e la valuteremo insieme ai nostri tecnici»? Forse era stato tenuto alloscuro di tutto dal presidente e dagli uffici oppure il suo era un no comment diplomatico? Altri segnali: ieri, prima dellassemblea in Provincia, breve siparietto tra il presidente e lassessore provinciale alla Pesca, Renzo Coghe. Onida: «Allora, questo impianto eolico...» Coghe: «Noi siamo contrari al nucleare». Onida: «Cosa vuol dire? Noi non siamo contrari alleolico. Il problema non è leolico, ma dove si installano gli impianti». Concetto poi ribadito durante lassemblea.
Insomma, cè la sensazione che il fronte del no non sia così vasto e unito come è apparso sino a oggi. Mauro Solinas, consigliere provinciale di Fortza Paris, è andato oltre e ha lanciato altri dubbi. «Questi progetti hanno sempre un padrino politico locale. Chi è padrino di questa operazione deve pagare il conto».
Voci, messaggi, segnali vari. Lufficialità parla di un fronte ampio e compatto che ieri ha incassato anche ladesione dei Comuni di Cabras (che ha già inviato lopposizione alla Capitaneria, insieme allArea marina protetta), Riola e Seneghe, oltre a quello, importantissimo, di Oristano. Il vicesindaco, Andrea Lutzu, ha parlato di «contrarietà assoluta» e di «adesione a qualsiasi iniziativa». Il presidente Pasquale Onida ha proposto un voto congiunto dei consigli comunali e di quello provinciale in seduta solenne per dare più forza alle rivendicazioni dellOristanese. Si chiede lappoggio della Regione, che sinora ha taciuto.
Infine cè da registrare lennesima provocazione di Doddore Meloni, «presidente» di Maluentu. Meloni ha scritto a Berlusconi, proponendo il mare di fronte a villa Certosa come collocazione ideale per limpianto eolico. Poi ha emanato un decreto che rende «off limits» il tratto di mare intorno alla Sardegna per una distanza dalla costa di 20 miglia.