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Così si presenteranno le coste di Is Arenas e Su Pallosu dopo l’installazione delle pale


di Roberto Petretto
 ORISTANO. Quando il tecnico del settore Ambiente, Lello Torchia, proietta sullo schermo il panorama delle 80 torri, dalla platea si leva un brusìo di stupore.
 Parlare del mega impianto da realizzare di fronte alla costa di Is Arenas è un conto, vedere l’effetto che fa è tutt’altra cosa. Una simulazione attendibile, quella fatta dai tecnici del settore Ambiente della Provincia e proposta ieri mattina nel corso dell’affollata assemblea nell’aula consiliare.
 Certo, il pubblico che assiste alla proiezione è schierato. Anzi, furioso: gente che vive o lavora a Su Pallosu, a Is Arenas, a S’Archittu e a Santa Caterina. Ma insieme alla gente ci sono i sindaci, il presidente, gli assessori e i consiglieri provinciali. Di destra e di sinistra. Quelli che parlano lo fanno per esprimere un “no” netto al progetto della Iare srl. Qualcuno tace, ma sembra valere il principio del silenzio assenso. Anche se alcuni segnali fanno pensare. Il presidente Onida, ad esempio, cita la lettera inviata dal settore Ambiente della Provincia alla Capitaneria di porto il 20 luglio di quest’anno. Una lettera che già esprimeva un «parere non favorevole» al progetto della Iare. «Parere rilasciato dopo un incontro con il presidente», ha precisato Onida. Come mai, allora, l’assessore competente, Pier Francesco Garau, due mesi dopo, dichiarava alla Nuova: «Non conosco il progetto e non esprimo pareri. Chiederemo di acquisire la proposta e la valuteremo insieme ai nostri tecnici»? Forse era stato tenuto all’oscuro di tutto dal presidente e dagli uffici oppure il suo era un no comment diplomatico? Altri segnali: ieri, prima dell’assemblea in Provincia, breve siparietto tra il presidente e l’assessore provinciale alla Pesca, Renzo Coghe. Onida: «Allora, questo impianto eolico...» Coghe: «Noi siamo contrari al nucleare». Onida: «Cosa vuol dire? Noi non siamo contrari all’eolico. Il problema non è l’eolico, ma dove si installano gli impianti». Concetto poi ribadito durante l’assemblea.
 Insomma, c’è la sensazione che il fronte del no non sia così vasto e unito come è apparso sino a oggi. Mauro Solinas, consigliere provinciale di Fortza Paris, è andato oltre e ha lanciato altri dubbi. «Questi progetti hanno sempre un padrino politico locale. Chi è padrino di questa operazione deve pagare il conto».
 Voci, messaggi, segnali vari. L’ufficialità parla di un fronte ampio e compatto che ieri ha incassato anche l’adesione dei Comuni di Cabras (che ha già inviato l’opposizione alla Capitaneria, insieme all’Area marina protetta), Riola e Seneghe, oltre a quello, importantissimo, di Oristano. Il vicesindaco, Andrea Lutzu, ha parlato di «contrarietà assoluta» e di «adesione a qualsiasi iniziativa». Il presidente Pasquale Onida ha proposto un voto congiunto dei consigli comunali e di quello provinciale in seduta solenne per dare più forza alle rivendicazioni dell’Oristanese. Si chiede l’appoggio della Regione, che sinora ha taciuto.
 Infine c’è da registrare l’ennesima provocazione di Doddore Meloni, «presidente» di Maluentu. Meloni ha scritto a Berlusconi, proponendo il mare di fronte a villa Certosa come collocazione ideale per l’impianto eolico. Poi ha emanato un decreto che rende «off limits» il tratto di mare intorno alla Sardegna per una distanza dalla costa di 20 miglia.