la Nuova Sardegna — 29 settembre 2009
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sezione: SARDEGNA
dallinviato Roberto Petretto CUGLIERI. La parola più utilizzata? «Ecomostro». Le popolazioni della costa bocciano il progetto per un impianto eolico off shore nel mare di Is Arenas. Lassemblea pubblica organizzata ieri nellanfiteatro allaperto di Santa Caterina, proprio di fronte a quel mare che la Is Arenas renewables energies vorrebbe riempire con una selva di 80 pale eoliche alte 100 metri ha mobilitato alcune centinaia di persone. Un primo passo verso un coinvolgimento di tutte le popolazioni della costa, ma non solo: i promotori della protesta mirano più in alto. Mirano a coinvolgere i Comuni di tutta la provincia. E forse anche oltre. La rabbia cè, insieme alla consapevolezza che questi sono giorni decisivi per tentare di fermare un progetto che cambierebbe per decenni, o forse per sempre, il volto di questo angolo di costa sarda. Entro l8 ottobre è necessario presentare le opposizioni al progetto. Lo possono fare i cosiddetti «portatori di interesse»: proprietari di case, commercianti, titolari di attività imprenditoriali che si affacciano nel golfo e che potrebbero ricevere un nocumento dalla relizzazione dellimpianto. Il Comitato spontaneo fornirà informazioni e assistenza, insieme allAdinconsum e al Gruppo di intervento giuridico. Domenica raccolta di firme nel chiosco di Bastiano, nella spiaggia di Arenas. Ma insieme a queste iniziative previste dalla legge, deve marciare uniniziativa politica. E i sindaci di San Vero, Narbolia e, soprattutto, Cuglieri, ieri a Santa Caterina lo hanno ripetuto con forza. Giovanni Battista Foddis, ad esempio, è stato durissimo contro lamministrazione regionale e soprattutto contro il presidente Cappellacci. «Da giorni abbiamo chiesto, come sindaci dei tre Comuni interessati, tramite due lettere, un incontro urgente con il presidente. Ancora oggi non abbiamo ricevuto risposta. Questo silenzio è assordante». Il sindaco di Narbolia, Pietro Fabrizio Fais, ha ricordato che «è il momento di scrivere. Di mettere nero su bianco per le oppoosizioni e di presentarle alla capitaneria. E il sindaco di San Vero Milis, Antonio Chessa, ha invitato tutti allunità: «Non fermiamoci a quello che ci divide, ma concentriamoci su questo mostro. E staniamo chi ancora non si è espresso». Allassemblea hanno partecipato il parlamentare oristanese Caterina Pes, che ha parlato del colloquio avuto con il responsabile della Iare: «Quando ho obiettato che esistono tecnologie molto più avanzate, mi ha risposto che se vogliamo far lavorare gli italiani e non i norvegesi, questa è la tecnologia a disposizione». Il consigliere regionale Antonio Solinas ha detto che «un impianto del genere non avrebbe alcuna ricaduta positiva sul territorio». Il consigliere provinciale Peppino Marras ha detto «la Regione deve essere coinvolta ai massimi livelli, perchè lavversario è forte e ha gli agganci giusti». E il suo collega Gianfranco Attene ha aggiunto di avere «paura che ci sia qualcosa di già deciso. Io sono pronto a incatenarmi a Roma». E poi la gente, gli operatori commerciali, i titolari di albergh, la Is Arenas srl (quella del golf): tutte voci di un unico, grande coro che ha intonato un sonoro «no». Oggi nuova tappa: in Provincia il presidente Onida riceverà gli amministratori dei territori e una delegazione del comitato contro il parco eolico a Is Arenas.