22 settembre 2009 —
pagina 36
sezione: Nazionale
di Mauro Lissia
CAGLIARI. Censure in serie, citazioni a giudizio, udienze in tribunale e cancellazioni improvvise dai cartelloni dei festival cinematografici. Ora finalmente arriva un riconoscimento pubblico prestigioso per il film «Oil, la forza devastante del petrolio, la dignità del popolo sardo», diretto dal giovane regista milanese Massimiliano Mazzotta, un lavoro di 58 minuti che documenta le situazioni di rischio per gli operai e per lambiente alla raffineria Saras e nella zona industriale di Sarroch, dove il 26 maggio scorso tre operai di una ditta esterna sono morti asfissiati mentre cercavano di pulire una cisterna. La giuria dellEcologico international film Festival di Nardò - presieduta da Giuseppe Ferrara - ha assegnato al film di Mazzotta il primo premio nella sezione lungometraggio «per la rabbia militante con cui denuncia la delittuosità di un sistema industriale». Ex aequo è stato premiato «Uso improprio» di Luca Gasperini. Ma la scelta di dare la vittoria allopera del regista di origine leccese è significativa perché sono ormai quasi sei mesi che lautore del film-documento deve fare i conti con loffensiva legale avviata dalla Saras per impedirne la diffusione.
A Cagliari il film è stato più volte bloccato dopo lintervento degli avvocati incaricati dai fratelli Moratti, la scorsa settimana la direzione del Festival del reportage ambientale di Genova ha annullato la proiezione di «Oil» pochi giorni prima della data indicata nel programma perchè una lettera dellavvocato Guido Chessa Miglior annunciava implicitamente richieste di risarcimento per chiunque avesse reso pubblico il documentario, il cui contenuto viene giudicato dai vertici Saras altamente diffamatorio per lazienda sardo-milanese.
Chiamato in giudizio con tre atti di citazione, uno firmato da un gruppo di dirigenti della raffineria gli altri due dai Moratti, Mazzotta ha deciso di difendersi anche sul fronte giudiziario ma nel frattempo ha continuato a portare il suo lavoro in giro per lItalia. E gli avvocati della Saras non hanno smesso un minuto di inseguirlo, rappresentando a circoli, associazioni e enti il rischio che avrebbero corso proiettando il film.
Non ci sono sentenze e neppure provvedimenti di sequestro, finora nessun giudice ha detto che il contenuto di «Oil», le testimonianze raccolte, le immagini e il testo della narrazione diffamano la Saras. Ma nella lettera inviata il 2 settembre alla direzione del Fidra - il Festival del reportage ambientale di Genova - i legali dei Moratti informano della diffida alla diffusione del film trasmessa a Mazzotta e scrivono di «ingiusta denigrazione». Lasciando chiaramente intendere che chiunque accetti di proiettarlo in pubblico sarà chiamato a risponderne in sede civile. Come dire: dovrà risarcire i danni insieme al regista.
«Sono felice che questo riconoscimento mi sia arrivato da un regista come Giuseppe Ferrara e nella mia terra dorigine - ha detto Massimiliano Mazzotta - oggi è una giornata di lutto per i caduti di Kabul e credo sia importante ricordare come a morire coi lavori più pericolosi siano sempre giovani del sud, in Sardegna come in Puglia e in tutto il sud».