18 settembre 2009 —
pagina 41
sezione:
Nazionale
SASSARI.
Esce il 23 settembre il nuovo romanzo di Massimo Carlotto, in cui torna protagonista il detective Marco Buratti, detto lAlligatore. Si intitola «Lamore del bandito» (Edizioni e/o, 190 pagine, 15 euro).
Lautore ne parla in una intervista a lEspresso, sul numero da oggi in edicola. Sul settimanale Carlotto cita un rapporto dei carabinieri: «Dal passante di Mestre e dalla vecchia tangenziale transita quotidianamente la grossa fetta della merce illegale che invade la Penisola» e poco o nulla viene fermato e entra nel giro di «un sistema economico che ha accettato e incorporato lillegalità» e ha resistito meglio alla crisi grazie a «un enorme investimento mafioso nel riciclaggio». Una denuncia forte, di cui lo scrittore non ha le prove anche se sa che tutti lo sanno.
«Cè un lavoro preparatorio, per i suoi romanzi, che ha molto a che spartire col giornalismo - si legge nel pezzo de lEspresso - E infatti chiama quella fase dellinchiesta. Lo aiutano alcuni amici, semplici conoscenti gli segnalano per e-mail dei casi: Solo che poi non ci sono indagini della magistratura, nessuno che dia lallarme: guardate che viviamo in una terra mafiosa. Allora bisogna usare un altro mezzo, dirlo col romanzo, altrimenti ti prendono come un visionario o come un pazzo».
E Carlotto aggiunge con passione: «Danno quasi tutti per scontato, nei polizieschi, linevitabilità del mondo criminale. E così, non ci possiamo fare niente. Anche se si fanno finali consolatori, dove il bene vince sul male, si accetta fatalisticamente che il male ci sarà sempre e comunque. Io voglio invece costruire allinterno del romanzo un meccanismo narrativo che porti alla rivolta, alla non accettazione delle regole imposte dalla criminalità. Come fanno il mio Alligatore coi suoi amici Rossini e Max la Memoria». E lui stesso, che è tornato a vivere in Veneto, nella sua amata Padova, dopo tanti anni, coglie qualche segno della società civile che dal basso comincia a reagire a certi soprusi, tanto che pensa a un libro che potrebbe intitolarsi «Gli intoccabili», «cioè il profilo di quelli, italiani e stranieri, che hanno stretto un patto scellerato per fare una vittima: il Veneto».