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«L’amore del bandito», il ritorno dell’Alligatore

 SASSARI. Esce il 23 settembre il nuovo romanzo di Massimo Carlotto, in cui torna protagonista il detective Marco Buratti, detto l’Alligatore. Si intitola «L’amore del bandito» (Edizioni e/o, 190 pagine, 15 euro).
 L’autore ne parla in una intervista a l’Espresso, sul numero da oggi in edicola. Sul settimanale Carlotto cita un rapporto dei carabinieri: «Dal passante di Mestre e dalla vecchia tangenziale transita quotidianamente la grossa fetta della merce illegale che invade la Penisola» e poco o nulla viene fermato e entra nel giro di «un sistema economico che ha accettato e incorporato l’illegalità» e ha resistito meglio alla crisi grazie a «un enorme investimento mafioso nel riciclaggio». Una denuncia forte, di cui lo scrittore non ha le prove anche se sa che tutti lo sanno.
 «C’è un lavoro preparatorio, per i suoi romanzi, che ha molto a che spartire col giornalismo - si legge nel pezzo de l’Espresso - E infatti chiama quella “fase dell’inchiesta”. Lo aiutano alcuni amici, semplici conoscenti gli segnalano per e-mail dei casi: “Solo che poi non ci sono indagini della magistratura, nessuno che dia l’allarme: guardate che viviamo in una terra mafiosa. Allora bisogna usare un altro mezzo, dirlo col romanzo, altrimenti ti prendono come un visionario o come un pazzo”».
 E Carlotto aggiunge con passione: «Danno quasi tutti per scontato, nei polizieschi, l’inevitabilità del mondo criminale. E’ così, non ci possiamo fare niente. Anche se si fanno finali consolatori, dove il bene vince sul male, si accetta fatalisticamente che il male ci sarà sempre e comunque. Io voglio invece costruire all’interno del romanzo un meccanismo narrativo che porti alla rivolta, alla non accettazione delle regole imposte dalla criminalità. Come fanno il mio Alligatore coi suoi amici Rossini e Max la Memoria». E lui stesso, che è tornato a vivere in Veneto, nella sua amata Padova, dopo tanti anni, coglie qualche segno della società civile che dal basso comincia a reagire a certi soprusi, tanto che pensa a un libro che potrebbe intitolarsi «Gli intoccabili», «cioè il profilo di quelli, italiani e stranieri, che hanno stretto un patto scellerato per fare una vittima: il Veneto».

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