martedì 09.02.2010 ore 19.52

ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Biagini non ritira il testo: ricomincia il braccio di ferro

  CAGLIARI. Passata la tregua estiva, riprende il braccio di ferro alla facoltà di lingue sull’ormai noto volume di Emilio Biagini, docente di geografia che ce l’ha con i gay, i musulmani, il rock e con tutti i personaggi della storia considerati lontani dai dettami della chiesa cattolica.  Varato a tempo di record il codice etico e incassati i pareri dei tre corsi di laurea in cui il libro contestato dagli studenti viene indicato da Biagini come unico riferimento scientifico, il preside Massimo Arcangeli ha chiesto al docente genovese di adeguarsi ai suggerimenti dei colleghi: dare il proprio assenso all’uso di un testo alternativo per sostenere l’esame facoltativo di geografia. La risposta di Biagini è stata categorica e peraltro ampiamente annunciata in diverse interviste e dichiarazioni pubbliche: nessun passo indietro, il testo rimane quello. Il docente e scrittore ha affidato la propria replica a una lettera molto stringata, che Arcangeli ha protocollato senza alcun entusiasmo.  Ora l’attenzione si sposta sul consiglio di facoltà di mercoledì prossimo: Arcangeli ha scelto la linea del silenzio («parlerò solo durante la seduta») ma l’impressione diffusa è che lo scontro stia per entrare nella fase più critica. Se fino a qualche mese fa la facoltà non aveva alcun riferimento normativo per dare risposta alle proteste degli studenti - che hanno chiesto a gran voce il ritiro dei tre volumi firmati da Biagini - le regole stabilite con il codice etico, seppure prive di efficacia legale, una strada l’hanno tracciata. Resterebbe poi aperta la via dell’iniziativa giudiziaria: il materiale è già nelle mani della Procura della Repubblica, in alcuni passaggi del testo è stato lo stesso Biagini, in un’intervista alla Nuova Sardegna, a ipotizzare la presenza di contenuti razzisti che a giudizio di molti studenti e di una parte dei docenti ci sono eccome. Al centro della controversia resta comunque il tema legato alla libertà di insegnamento, un diritto che alcuni docenti considerano prevalente anche rispetto ad eventuali abusi come quelli che vengono addebitati a Biagini. Ed è su questo che alla facoltà di lingue e letterature straniere il dibattito va avanti ormai da maggio, da quando il caso del professore genovese è venuto alla luce su iniziativa prima di una studentessa e poi di un gruppo. (m.l)

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