«Gennargentu montagna di tutti»


di Giovanni Maria Sedda
FONNI.Il Gennargentu diventerà la montagna di tutti i sardi, accessibile e fruibile nelle quattro stagioni dell'anno. L'idea progettuale è stata presentata dall'amministrazione comunale di Fonni in una seduta consiliare aperta al pubblico. Una sorta di assemblea popolare operativa nella quale si è parlato in particolare delle piste sciistiche del Bruncu Spina, della sistemazione dei versanti e della realizzazione delle strutture di supporto all'impianto seggioviario, il tutto finanziato con 5 milioni di euro dalla Regione sarda con una rimodulazione del Pia voluta dall'ex presidente della giunta di Renato Soru.
Il dibattito è stato partecipato da un numeroso pubblico, arricchito dagli interventi degli amministratori comunali e dai contributi di idee e suggerimenti dati dagli operatori turistici ed economici di Fonni. I lavori del consiglio sono stati aperti dal sindaco Tonino Coinu che riepilogato il lungo percorso che ha portato all'ottenimento dei fondi. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di risalita seggioviario biposto, con con una stazione intermedia per una lunghezza di circa 1000 metri, il rifacimento del rifugio, la ricostruzione del vecchio osservatorio astronomico, la sistemazione della sentieristica e della viabilità, il risanamento con tecniche di ingegneria ambientale dei costoni prossimi all'impianto e la realizzazione di aree di svago a servizio dell'impianto. Il bando di gara è previsto per le prossime settimane. Una commissione di esperti sceglierà il progetto migliore per lo sviluppo della montagna.
Tutti gli interventi hanno messo in evidenza il carattere regionale dell'iniziativa che inciderà sul turismo montano nell'intero arco dell'anno, grazie alla scelta di una seggiovia, adatta a tutte le categorie di persone, che porterà anche all'osservatorio astronomico. «Queste idee e queste aspettative - commenta il sindaco - dovranno essere sviluppate dai tecnici che elaboreranno i progetti in gara e solo con il migliore di essi si reimposterà il cammino di sviluppo turistico, sociale e culturale della montagna sarda».