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Il 21 il «tavolo sardo» sulla chimica


di Filippo Peretti
 CAGLIARI. Il «tavolo sardo» sulla chimica è stato convocato per martedì 21. L’annuncio è stato dato da Ugo Cappellacci al termine della seduta degli «stati generali» della Sardegna. La mobilitazione istituzionale, politica e sindacale nata dopo la decisione dell’Eni di fermare il cracking di Porto Torres, sta procedendo in un clima unitario parallelamente alle clamorose azioni di protesta dei lavoratori del petrolchinico. Clima unitario che è stato confermato nella seduta straordinaria del Consiglio regionale aperta a parlamentari, enti locali e parti sociali. Un’assemblea molto partecipata sull’idea lanciata da Cgil Cisl e Uil in occasione dello sciopero di una settimana fa. Nonostante alcuni distinguo (l’unico davvero netto è stato dell’ex presidente Renato Soru), a Cappellacci è stato affidato il mandato di rappresentare le richieste dell’isola, per un nuovo sviluppo, al vertice di domani a Palazzo Chigi con il sottosegretario Gianni Letta e con undici ministri. Del caso specifico della chimica, non solo legato alla fermata del cracking per due mesi, si parlerà il 21. Il presidente della giunta ha chiesto che del confronto facciano parte anche i vertici nazionali di Confindustria e sindacato per inserire i problemi nel panorama generale del settore in Italia.
 Nel suo intervento, Cappellacci ha raccolto l’invito rivoltogli dal leader del Pdl sardo, Beppe Pisanu, e ha detto si essere pronto a schierarsi non solo contro l’Ani ma anche contro il governo Berlusconi se non saranno accolte le richieste dei sardi (ha parlato di rischi di ordine pubblico). E ha aggiunto che «i sardi devono poter decidere da soli il loro sviluppo», proponendo la scrittura di una Carta di Sovranità. Mentre è stato evasivo sul vertice di domani (il coordinamento delle politiche di sviluppo per l’isola sulla base dei precedendi accordi di programma), Cappellacci è stato più preciso sulla chimica: ha innanzitutto ribadito che è pregiudiziale il ritiro della fermata «inaccettabile» del cracking e ha elencato le altre proposte: accelerazione delle procedure di consolidamento e rilancio della filiera cloro-PVC a livello regionale e nazionale, considerando i piani della Sardegna e del Veneto complementari e indispensabili l’uno per l’altro, assieme ad un impegno del governo ad una forte sensibilizzazione di Eni, attraverso Polimeri Europa, per iniziative volte al superamento della difficoltà di mercato della filiera cumene-fenolo, sapendo che essa è indispensabile per la chimica sarda».
 Introdotto dalla presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo («la Sardegna non può fare a meno dell’industria»), il dibattito è partito con l’intervento del leader della Cgil, Enzo Costa, che ha illustrato il documento unitario elaborato con Cisl e Uil. Costa ha così confermato che nel vertice di domani a Palazzo Chigi «è utile far coincidere due momenti di confronto, uno istituzionale governo-giunta e uno con le parti sociali».
 L’esigenza di «cambiare strategia» di sviluppo per evitare di «mettere pezze su pezze» è stata proposta dal capogruppo del Pdl Mario Diana, mentre il portavoce dei parlamentari del Pd, Paolo Fadda, ha assicurato il pieno appoggio alle iniziative sindacali (oggi sarà al sit-in sulla Carlo Felice) e il clima politico unitario per portare avanti «nell’interesse generale» la Vertenza Sardegna sui tavoli del governo: «L’opposizione non intende strumentalizzare la crisi ma chiede alla giunta di riconoscere che non esistono governi amici». Il clima unitario, gli ha fatto eco il capogruppo regionale Mario Bruno, non deve far dimenticare le promesse mancate del governo.
 Per il sindacato sono intervenuti anche Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil), più Giacomo Meloni (Css) e Sandro Pilleri (Ugl). Sono intervenuti, tra gli altri, i rappresendegli enti locali. Per il Consiglio delle autonomie la presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, che ha rilanciato l’allarme del territorio, mentre il ruolo della chimica di Porto Torres è stato difeso dal deputato del Pd Guido Melis. Numerosi gli interventi di altri politici e delle principali sigle delle parti sociali.