venerdì 12.03.2010 ore 05.27

ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

«Questa è alta politica»

  ROMA. Numerosi gli interventi di maggioranza e opposizione al vertice romano voluto da Cappellacci, tutti, pur con diverse sfumature, favorevoli a una lotta unitaria. Come succede spesso in queste occasioni, il dibattito è a tratti ripetitivo e talvolta sulle questioni generali.  Tanto che il senatore Antonello Cabras (Pd), che di vertenze di questo tipo ne ha condotto anche da assessore e da presidente della Regione, è esplicito: “La battaglia va finalizzata avendo ben preciso il quadro della situazione. L’Eni ha avuto il via libera a uscire dalla chimica ma non riesce a piazzare gli impianti, il governo dice che la chimica può essere strategica anche senza l’Eni. Che fare? E’ di questo che dobbiamo discutere”.  Nessuno, ovviamente, può avee al momento soluzioni a questi interrogativi e il dibattito si concentra su come arrivare al confronto del 17 tra il governo e la giunta. Giacomo Sanna (Psd’Az) non esclude la possibilità di denunce “penali e civili” per l’inquinamento. Luciano Uras (Sinistra) dice che se il governo non convince l’Eni a ritirare il provvedimento “significa che non conta nulla per cui sarà inutile andare il 17”. Guido Melis (Pd) invita Cappellacci e Pisanu a “recuperare la politica contestativa della Dc sarda” e cerca di ridimensionare il peso dell’Eni: “Scaroni non è Mattei”. Mariano Delogu nega che il Pdl voglia evitare di coinvolgere il governo: “Lo abbiamo interpellato subito chiedendo risposte”. Settimo Nizzi (Pdl): “Io non ho paura, qui dobbiamo decidere di far rispettare gli impegni presi dal governo. Da Berlusconi dovremmo andare tutti insieme”. Pierpaolo Vargiu (Riformatori): “E’ obbligatorio dare fiducia piena al presidente, ma poi, risolta la vertenza, siano i sardi a decidere il modello di sviluppo”.  C’è anche la presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, che però non interviene. A una domanda sulle proposte di dimissioni in massa, risponde: “Sono cose che non servono, l’Eni se ne infischia. Se servisse, mi dimetterei oggi stesso”.  Cappellacci alla fine è soddisfatto. “Una giornata di alta politica”. Ma Federico Palomba (Idv) lo avverte mentre, finita la riunione, la sala si svuota: “Sì, ma si vada sino in fondo”.

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