La Regione blocca le elezioni

OZIERI. La Cia insorge contro il blocco delle elezioni nei consorzi di bonifica. La presa di posizione è emersa in un incontro con gli agricoltori del Logudoro, Monte Acuto e Anglona tenutosi di recente a Ozieri. Qui si è discusso delle ultime dichiarazioni del presidente della Regione Ugo Cappellacci e dell'assessore all'Agricoltura Andrea Prato, che avrebbero di fatto bloccato le elezioni.
Elezioni in programma da tempo e che sarebbero state di fatto bloccate con la rassicurazione che in tempi brevi ci sarà un riordino della normativa sui consorzi. 'All'improvviso - ha detto il presidente della Cia Eugenio Maddalon - l'assessore Prato ha scoperto che la legge 6 del 2008 non gli piace e ha inviato una nota ai consorzi con l'ordine di sospendere le elezioni". Se dalla sede di Ozieri non vi è per il momento una conferma ufficiale del ricevimento della nota citata dalla Cia, resta il fatto del blocco in attesa di nuove norme. 'La sospensione delle elezioni nel Consorzio di Bonifica del nord Sardegna - accusa Maddalon - è del tutto illegittima, perché solo un decreto del consiglio regionale può abrogare o derogare a una legge della Regione stessa. Oltretutto la sospensione è dannosa, perché prolunga una gestione commissariale che dura ormai da quasi vent'anni". A detta di Maddalon, 'la Regione vuole esercitare il potere sui consorzi, riducendoli di fatto alla condizione di sorvegliati speciali". Alla notizia della sospensione delle elezioni - ha dichiarato il dirigente della Cia di Ozieri Antonio Fiori - gli agricoltori hanno manifestato sconcerto e indignazione per un blocco che impedisce alla categoria di poter partecipare e programmare il futuro delle proprie aziende. Ci chiediamo perché ci sia grande silenzio da parte di chi voleva tre consorzi e ora non rivendica neppure la normalità almeno di uno. I danni della gestione commissariale sono ingenti - ha aggiunto - poiché essa ha provocato il blocco degli investimenti necessari per estendere l'irrigazione in ottomila ettari serviti ma non irrigati e per completare le opere del quarto lotto delle condotte di Oschiri-Berchidda e della diga di Buttule-Calambru. La Cia chiede ora un ripensamento e minaccia la mobilitazione se la Regione non concederà le elezioni dei delegati entro tre mesi e la destinazione di 40 milioni di euro per far fronte al carico debitorio provocato da un decennio di gestioni commissariali.