venerdì 12.03.2010 ore 23.57

ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Pd, scoppia la guerra delle tessere

di Gianni Bazzoni   SASSARI. «Spero che nelle assemblee che si faranno si parli di politica e del congresso, e non di altro. Di come rafforzare il partito da qui alla prossime comunali e provinciali che rappresentano un importante banco di prova». Così il commissario regionale del Partito democratico Achille Passoni che in questi giorni (se ne è discusso ieri sera nella Direzione regionale convocata a Cagliari) si occupa della delicata fase precongressuale e del tesseramento che - come spesso capita - sta generando proteste e polemiche anche a Sassari.  La situazione non è dissimile da quella degli altri centri dell’isola e le contrapposizioni tra le correnti saranno superate probabilmente solo nel momento del congresso nazionale. Attualmente il Partito democratico è «diviso» in due anime: da una parte i «soriani convinti», ma anche quelli «meno entusiasti». I riferimenti sono quelli di Billia Pes, Cicito Morittu, Luigi Lotto e Nicola Sanna, il parlamentare Guido Melis, l’ex Margherita (poi Rossomori) Salvatore Demontis e Raffaele Mannoni. Dall’altra parte le componenti che fanno riferimento all’ex presidente del consiglio regionale Giacomo Spissu, agli ex consiglieri regionali Silvio Lai (tra i probabili candidati alla segreteria regionale del partito) e Giovanni Giagu, all’ex sottosegretario Bruno Dettori.  Quella delle tessere non è una battaglia nuova. Da sempre è esistita e ha scatenato confronti spesso aspri, talvolta anche scissioni. Da qualche settimana in città il dibattito viaggia, appunto, all’interno delle componenti e il confronto (specie con i discendenti di Progetto Sardegna) non è facile. Più volte è trapelata la decisione di una possibile rottura, tanto più pericolosa se si considera che dopo l’estate sarà già piena campagna elettorale in vista delle prossime elezioni comunali a Sassari (ma anche a Porto Torres, per citare una località di rilievo non lontana dal capoluogo) e per le provinciali.  Proprio le componenti soriane hanno mosso critiche, sollevando problemi di carattere procedurale e di corretta registrazione dei dati nell’ambito della campagna di tesseramento. E a Sassari - città dove la coalizione di centrosinistra ha ottenuto un risultato di particolare rilevanza alle ultime Europee - è stata segnalata una campagna di tesseramento di forte crescita, con numeri che hanno portato il comitato provinciale del Pd a sfondare la quota delle tremila adesioni (la partenza era stata da poco meno di 700 iscritti).  In questi giorni - come ha confermato il commissario Achille Passoni - il Comitato regionale (insieme a quelli provinciali), sta provvedendo alla certificazione dell’anagrafe degli iscritti. Una operazione quasi completata, manca ancora da verificare circa il tre per cento del totale (al 15 maggio gli iscritti in Sardegna erano 22051). «Sarebbe fuori luogo - ha spiegato Achille Passoni - non riconoscere che il tesseramento è avvenuto nel rispetto delle procedure e del regolamento approvato all’unanimità dalla Direzione regionale».

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