Terroristi islamici nel carcere di Macomer


di Giovanni Bua
MACOMER.Da Guantanamo a Macomer. Questa potrebbe essere la sorte di tre dei detenuti della prigione cubana che il governo ha accettato di trasferire in Italia. Nell'isola c'è infatti uno dei tre carceri italiani del nuovissimo circuito «AS2». Creato ad hoc poco più di un mese fa dall'amministrazione penitenziaria per ospitare gli accusati di terrorismo internazionale. Si tratta della casa circondariale di Macomer. Che in poco più di un mese ha già visto arrivare tra le sue mura 27 islamici tra accusati e condannati per terrorismo internazionale. E le cui porte si potrebbero aprire per i tre tunisini Moez Fezzani,Riad Nasri, Ben Maboruk Adel.
L'unica certezza sulla loro destinazione è infatti che appena scesi dall'aereo in arrivo da Cuba saranno trasferiti in un carcere di «Alta sicurezza 2» la nuova rete di istituti di pena varata da poco più di un mese dal Dap (il dipartimento di amministrazione penitenziaria). Un numero ristretto di carceri di cui, per quanto è dato sapere, fanno per ora parte solo Macomer, Benevento e Asti.
E, aspettando i tre di Guntanamo, tra le mura di Macomer è già arrivato Mohammed «Al Masri» («l' egiziano»), 35 anni, a lungo sospettato di essere una delle menti della strage di Madrid dell'11 marzo 2004. E Rachid Ilhami, 31 anni, uno dei predicatori del centro culturale «Pace» di Macherio che progettava di far saltare in aria il Duomo di Milano. Ci sono i quattro tunisini e l'egiziano che il 28 ottobre dovranno salire sul banco degli imputati a Bologna con l' accusa di aver fatto parte di una cellula jhiadista. E i due algerini condannati poco più di un mese fa a Napoli per aver fatto parte di una cellula salafita collegata ad Al Qaida. E di sicuro dentro le sue celle è stato a lungo Khalid Hussein, lo yemenita di 73 anni condannato all'ergastolo per il sequestro dell'Achille Lauro del 1985, morto il 23 giugno nel carcere di Benevento dove era stato trasferito per l'ennesimo processo.
Per il resto pochissimo è dato sapere. Se non che da maggio di quest'anno il carcere di Macomer è diventato uno dei tre istituti di pena italiani a far parte del circuito nuovo di zecca creato per ospitare i detenuti che devono rispondere di terrorismo interno e internazionale.
Una classificazione introdotta dal nuovo capo del Dap Franco Ionta, ex pm della procura romana che ha indagato a lungo sia sulle Br sia sul terrorismo islamico. E confermata al nostro giornale da Francesco Massidda, provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria. «L'alta sicurezza di secondo livello - spiega Massidda - è una nuova classificazione che riguarda i i soggetti imputati o condannati per delitti commessi con finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell'ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza. Niente a che vedere con il 41 bis, che in Sardegna non è applicato in nessun carcere, ma comunque un regime con regole particolari». Regole che prevedono tra l'altro l'isolamento, l'impossibilità di avere contatti con detenuti di altri settori, la porta blindata della cella chiusa fuori dagli orari d'aria, un particolare regime per le visite, la posta, gli oggetti che si possono tenere in cella, il numero e l'accuratezza delle perquisizioni personali. Un circuito per i «politici», di cui fanno parte anche Asti e Benevento. E all'interno del quale Macomer è stata scelta come meta per gli islamici.
Per ora sono 27, ospitati nella sezione «2A». La più piccola dei due bracci separati del carcere (30 posti), nata come sezione femminile ma usata per i 14-bis, i vecchi sorvegliati speciali.
Totale il riserbo sulla possibilità che i tre di Guantanamo possano arrivare nell'isola. «Ci vorrà del tempo» fanno sapere dal Dap. In realtà potrebbero arrivare in Italia subito dopo la conclusione del G8 dell'Aquila. E Macomer sarebbe già pronta ad accoglierli.