CARBONIA. Il congresso del Partito democratico di Carbonia è a fortissimo rischio. Lo mettono in forse motivi prettamente politici ma anche una situazione che va ingarbugliandosi. Ma cè anche da risolvere una tegola, non formale, sui requisiti di chi ha diritto a partecipare e soprattutto a votare per lelezione degli organismi. Sono i due paletti posti da un centinaio di iscritti, che si sono riuniti lunedì, e che hanno inviato una segnalazione al Commisario regionale Achille Passoni e agli uffici comunale e provinciale che si occupano delle adesioni al Pd. Il primo problema è a tutti gli effetti semplice. In consiglio comuanle esiste un gruppo ufficiale del Pd e altri due gruppi di provenienza Diesse e Margherita, i cui comppnenti non hanno però aderito al Partito democratico. Lo statuto prevede espressamente una norma: «coloro che sono iscritti al Pd e fanno parte di assemblee elettive devono aderire ai gruppi consiliari del partito democratico». Ciò significa che ben nove consiglieri - Bruno Angioni, Paolo cxampus, Massimiliano Corda, Alessandro Cocco, Pierangelo Porcu, Giampaolo Puddu, Vincenzo Panio, Giovanni Spanu e Pierluigi Di Pasquale - non avrebbero titolo per partecipare al congresso nè per votare.
Ma cè anche un motivo politico di fondo, ed è legato alla situazione dellesecutivo provinciale. «La provincia è oggi governata con i voti determinanti del centrodestra - si legge nel documento - e giungiamo alla fase congressuale con questa grave situazione, che ha stracciato il patto elettorale con cui il partito ci si era preesentati agli elettori nel 2005: è una questione ancora aperta. Riteniamo perciò che vada accuratamnente valutata la compatibilità sia sotto il profilo politico che regolamentare, ma anche la titolarietà del Presidente e di alcuni consiglieri provinciali del PD». Insomma si tratta di due problemi che pesano come macigni sul congresso previsto ormai a ore, e che ne mette in forse addirittura il suo svolgimento. I firmatari, infatti, hanno subordinato la loro partecipazione, e quella della lista presentata (che ha come capolista il sindaco Tore Cherchi) al congresso, alla verifica di tutti i problemi segnalati, e in primo luogo alla valutazione della esistenza, per tutti gli iscritti, delle condizioni di permanenza nella anagrafe del partito, e quindi del loro diritto a partecipare al voto congressuale. Per questo motivo è stato dato mandato alla commissione provinciale «di stabilire nire un arco temporale per definire tutti questi aspetti e portarli a soluzione». Ma i tempi stringono e il congresso è ancora a forte rischio.
Gianfranco Nurra