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«Il governo restituisca i 14 milioni delle bonifiche sottratti per l’Alitalia»


di Gianni Bazzoni
 PORTO TORRES. Un «centro d’ascolto» per salvare la chimica da una morte annunciata. E un tavolo nazionale, a Palazzo Chigi, per chiedere che fine hanno fatto gli Accordi di Programma siglati negli ultimi dieci anni e mai diventati operativi, ma anche per sapere perchè i soldi delle bonifiche per il Sito nazionale di Porto Torres, usciti dalla finestra per «soccorrere» un altro malato grave, l’Alitalia, non sono mai rientrati (neppure con l’ultima delibera Cipe). Infine, la proposta di un commissario straordinario - proprio per le bonifiche - da individuare nel presidente della Regione Ugo Cappellacci, per fare in modo che si sblocchi la situazione e si possa procedere senza più ritardi e incertezze. E la richiesta al ministro Claudio Scajola di fare valere concretamente quel no al Piano industriale dell’Eni che prevede la chiusura di Porto Torres.
 Sono queste le cose più importanti che finiscono nell’agenda della X Commissione permanente Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati che ieri ha trascorso una intera giornata tra Porto Torres e Sassari per sentire organizzazioni sindacali, parlamentari sardi, amministratori e consiglieri regionali, sindaci, dirigenti del petrolchimico e lavoratori. Audizioni a ritmi serrati, dalla mattina alla sera, con l’impegno di non buttare via niente e di dare più forza alla vertenza Sardegna. Guidata dal leghista Andrea Gibelli, uomo del Nord che evidenzia concetti chiari e una profonda conoscenza della materia, la commissione arriva nel palazzo comunale di Porto Torres alle 11. Si comincia subito.
 «Sono i parlamentari della Sardegna che hanno suggerito questa visita - dice Andrea Gibelli - e io condivido, perchè vale più la presenza sul campo che un incontro a Roma, seppure bene organizzato». E il presidente mette in chiaro i possibili limiti: «Non siamo nelle condizioni di fare ciò che vorremmo - afferma - ma ciò che si può fare».
 Il sindaco Luciano Mura, che solo pochi giorni fa ha messo in mora Governo e Eni sulla questione delle bonifiche, annunciando una richiesta di risarcimento danni se entro tre mesi non saranno avviati gli interventi, apre puntando sul nocciolo del problema. «L’Eni ha chiesto di chiudere Porto Torres, il ministro Scajola ha risposto che il Piano non gli piace, ma questo non basta. Serve una azione forte per cambiare direzione e trovare le soluzioni».
 L’idea di arroccarsi solo sulla chimica non c’è, e la linea che si profila è quella di puntare «su un processo di reindustrializzazione, avendo come prospettiva un mercato che ha delle sigenze che, a volte, ci vengono imposte da altre realtà ecnomiche». La commissione Attività produttive è presente con Catia Polidori (Pdl) e Ludovico Vico (Pd), anche lui esperto del problema e autore di due risoluzioni (con Fava della Lega) proprio sul rilancio della chimica. Insieme a loro anche i parlamentari sardi Paolo Fadda, Giulio Calvisi, Amalia Schirru e Guido Melis (tutti del Pd).
 L’avvio dell’incontro è segnato da un lungo applauso dei tanti lavoratori presenti nella sala consiliare, quando Cgil, Cisl e Uil rendono omaggio alle vittime dell’incidente alla raffineria Saras di Sarroch: solidarietà e profondo cordoglio alle famiglie. Paolo Fadda dice: «Grazie per la sensibilità, erano tutti e tre del mio paese».
 Poi si va avanti con il «centro d’ascolto» appena nato. Lo sciopero del 10 luglio non è per l’assistenza ma per il lavoro. E Tore Corveddu, segretario nazionale dei chimici della Cgil, sostiene che «bisogna passare dal dire al fare, che l’attenzione è stata dimostrata solo a parole. Se l’Eni non è in grado di fare la chimica non deve creare le condizioni perchè altri non possano farla».
 L’assessore regionale all’Industria Andreina Farris, porta la posizione della giunta e sottolinea che «se viene tolto un tassello cade tutto, si causa l’effetto domino. A rischio, solo in Sardegna, ci sono cinquemila posti di lavoro». Punta decisa sulle bonifiche: «Siamo pronti a rispettare tutti gli impegni - dice - ma chiariamo subito che quel Piano industriale dell’Eni che non piace al ministro Scajola non piace neanche a noi. Quella delle bonifiche è una problematica molto seria, e deve essere considerata la necessità che il presidente della Regione venga nominato commissario. Serve per velocizzare le procedure». Ricorda l’Osservatorio regionale sulla chimica riattivato dopo anni di silenzio «che hanno fatto perdere anche contatto con il riferimento nazionale». Giulio Calvisi (Pd) chiede conto dei 14 milioni per le bonifiche già deliberati: «La Regione si faccia dire dal Governo dove sono finiti, sono spariti per il risanamento Alitalia e mai più reintegrati. Il problema di oggi non è Scajola che è d’accordo con i sindacati ma ha dimostrato l’incapacità di incidere sull’Eni. Il vero nodo è Palazzo Chigi».
 Il presidente della commissione Andrea Gibelli torna sulla Sardegna, «sulle grandi potenzialità di quest’isola che la mettono al centro del dibattito per il rilancio della chimica nel Paese». E poi guarda i lavoratori in sala, molti già licenziati, altri a rischio imminente: «Meglio trattenere una persona in azienda piuttosto che lasciarla a casa. Questo è rispetto per la persona. Ho visto trasformare delle realtà in ragione delle opportunità del luogo stesso, vuol dire che si può fare».
 Trovare soluzioni, guardare oltre senza disperdere il patrimonio di conoscenze e di professionalità, risanare il territorio e ripartire con iniziative valide. La commissione si sposta nello stabilimento petrolchimico, l’Eni da Milano ribadisce due dati: «Il cracker è l’unico rimasto im Europa, è superato. Dal 2002 a oggi Porto Torres ha gravato sui conti Eni per 500 milioni di euro, di cui 100 milioni solo nel 2008. Il livello di stoccaggio dei prodotti è di 170 giorni contro la media attuale del mercato che è di 45-70 giorni». Una croce sopra.
 Di nuovo al Comune di Porto Torres. C’è la commissione Industria del consiglio regionale guidata da Nicola Rassu (Pdl), insieme a lui una decina di consiglieri regionali. Il suo è un intervento appassionato. Chiede «di non andare più a mode», parla «della scelta subita cinquant’anni fa» e dice che «oggi non si può subire la scelta opposta» che si deve ripartire dalle bonifiche. L’ultima tappa della commissione è in Provincia, con il Comitato per l’Area di crisi guidato dal presidente Alessandra Giudici. Informazioni e richieste, l’esigenza di un tavolo nazionale, quello di Palazzo Chigi. Per avere certezze e non promesse.