30 giugno 2009 —
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sezione: Fatto del Giorno
di Gianni Bazzoni
PORTO TORRES. Un «centro dascolto» per salvare la chimica da una morte annunciata. E un tavolo nazionale, a Palazzo Chigi, per chiedere che fine hanno fatto gli Accordi di Programma siglati negli ultimi dieci anni e mai diventati operativi, ma anche per sapere perchè i soldi delle bonifiche per il Sito nazionale di Porto Torres, usciti dalla finestra per «soccorrere» un altro malato grave, lAlitalia, non sono mai rientrati (neppure con lultima delibera Cipe). Infine, la proposta di un commissario straordinario - proprio per le bonifiche - da individuare nel presidente della Regione Ugo Cappellacci, per fare in modo che si sblocchi la situazione e si possa procedere senza più ritardi e incertezze. E la richiesta al ministro Claudio Scajola di fare valere concretamente quel no al Piano industriale dellEni che prevede la chiusura di Porto Torres.
Sono queste le cose più importanti che finiscono nellagenda della X Commissione permanente Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati che ieri ha trascorso una intera giornata tra Porto Torres e Sassari per sentire organizzazioni sindacali, parlamentari sardi, amministratori e consiglieri regionali, sindaci, dirigenti del petrolchimico e lavoratori. Audizioni a ritmi serrati, dalla mattina alla sera, con limpegno di non buttare via niente e di dare più forza alla vertenza Sardegna. Guidata dal leghista Andrea Gibelli, uomo del Nord che evidenzia concetti chiari e una profonda conoscenza della materia, la commissione arriva nel palazzo comunale di Porto Torres alle 11. Si comincia subito.
«Sono i parlamentari della Sardegna che hanno suggerito questa visita - dice Andrea Gibelli - e io condivido, perchè vale più la presenza sul campo che un incontro a Roma, seppure bene organizzato». E il presidente mette in chiaro i possibili limiti: «Non siamo nelle condizioni di fare ciò che vorremmo - afferma - ma ciò che si può fare».
Il sindaco Luciano Mura, che solo pochi giorni fa ha messo in mora Governo e Eni sulla questione delle bonifiche, annunciando una richiesta di risarcimento danni se entro tre mesi non saranno avviati gli interventi, apre puntando sul nocciolo del problema. «LEni ha chiesto di chiudere Porto Torres, il ministro Scajola ha risposto che il Piano non gli piace, ma questo non basta. Serve una azione forte per cambiare direzione e trovare le soluzioni».
Lidea di arroccarsi solo sulla chimica non cè, e la linea che si profila è quella di puntare «su un processo di reindustrializzazione, avendo come prospettiva un mercato che ha delle sigenze che, a volte, ci vengono imposte da altre realtà ecnomiche». La commissione Attività produttive è presente con Catia Polidori (Pdl) e Ludovico Vico (Pd), anche lui esperto del problema e autore di due risoluzioni (con Fava della Lega) proprio sul rilancio della chimica. Insieme a loro anche i parlamentari sardi Paolo Fadda, Giulio Calvisi, Amalia Schirru e Guido Melis (tutti del Pd).
Lavvio dellincontro è segnato da un lungo applauso dei tanti lavoratori presenti nella sala consiliare, quando Cgil, Cisl e Uil rendono omaggio alle vittime dellincidente alla raffineria Saras di Sarroch: solidarietà e profondo cordoglio alle famiglie. Paolo Fadda dice: «Grazie per la sensibilità, erano tutti e tre del mio paese».
Poi si va avanti con il «centro dascolto» appena nato. Lo sciopero del 10 luglio non è per lassistenza ma per il lavoro. E Tore Corveddu, segretario nazionale dei chimici della Cgil, sostiene che «bisogna passare dal dire al fare, che lattenzione è stata dimostrata solo a parole. Se lEni non è in grado di fare la chimica non deve creare le condizioni perchè altri non possano farla».
Lassessore regionale allIndustria Andreina Farris, porta la posizione della giunta e sottolinea che «se viene tolto un tassello cade tutto, si causa leffetto domino. A rischio, solo in Sardegna, ci sono cinquemila posti di lavoro». Punta decisa sulle bonifiche: «Siamo pronti a rispettare tutti gli impegni - dice - ma chiariamo subito che quel Piano industriale dellEni che non piace al ministro Scajola non piace neanche a noi. Quella delle bonifiche è una problematica molto seria, e deve essere considerata la necessità che il presidente della Regione venga nominato commissario. Serve per velocizzare le procedure». Ricorda lOsservatorio regionale sulla chimica riattivato dopo anni di silenzio «che hanno fatto perdere anche contatto con il riferimento nazionale». Giulio Calvisi (Pd) chiede conto dei 14 milioni per le bonifiche già deliberati: «La Regione si faccia dire dal Governo dove sono finiti, sono spariti per il risanamento Alitalia e mai più reintegrati. Il problema di oggi non è Scajola che è daccordo con i sindacati ma ha dimostrato lincapacità di incidere sullEni. Il vero nodo è Palazzo Chigi».
Il presidente della commissione Andrea Gibelli torna sulla Sardegna, «sulle grandi potenzialità di questisola che la mettono al centro del dibattito per il rilancio della chimica nel Paese». E poi guarda i lavoratori in sala, molti già licenziati, altri a rischio imminente: «Meglio trattenere una persona in azienda piuttosto che lasciarla a casa. Questo è rispetto per la persona. Ho visto trasformare delle realtà in ragione delle opportunità del luogo stesso, vuol dire che si può fare».
Trovare soluzioni, guardare oltre senza disperdere il patrimonio di conoscenze e di professionalità, risanare il territorio e ripartire con iniziative valide. La commissione si sposta nello stabilimento petrolchimico, lEni da Milano ribadisce due dati: «Il cracker è lunico rimasto im Europa, è superato. Dal 2002 a oggi Porto Torres ha gravato sui conti Eni per 500 milioni di euro, di cui 100 milioni solo nel 2008. Il livello di stoccaggio dei prodotti è di 170 giorni contro la media attuale del mercato che è di 45-70 giorni». Una croce sopra.
Di nuovo al Comune di Porto Torres. Cè la commissione Industria del consiglio regionale guidata da Nicola Rassu (Pdl), insieme a lui una decina di consiglieri regionali. Il suo è un intervento appassionato. Chiede «di non andare più a mode», parla «della scelta subita cinquantanni fa» e dice che «oggi non si può subire la scelta opposta» che si deve ripartire dalle bonifiche. Lultima tappa della commissione è in Provincia, con il Comitato per lArea di crisi guidato dal presidente Alessandra Giudici. Informazioni e richieste, lesigenza di un tavolo nazionale, quello di Palazzo Chigi. Per avere certezze e non promesse.