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La facoltà è compatta, Biagini all’angolo: «Un testo alternativo»

 CAGLIARI. Arriva l’ultimatum del consiglio di facoltà per il geografo Emilio Biagini, al centro di una contestazione nazionale per il contenuto - secondo studenti e associazioni «omofobo e razzista» - dei suoi libri di testo: acquisiti i verbali dei tre consigli di corso che hanno esaminato il caso, il preside di Lingue e letterature straniere Massimo Arcangeli invierà nelle prossime ore una lettera al docente genovese per chiedergli se «intende recepire» l’invito dei colleghi di indicare un testo alternativo sul quale gli studenti in disaccordo con le sue tesi possano studiare.
 A Biagini verrà chiesto formalmente di dare una risposta scritta e sarà in base a quella che il consiglio dei docenti deciderà il passo successivo da compiere, non escluso quello del ricorso per via legale: «Per ora aspettiamo - ha spiegato Arcangeli - poi vedremo quale strada prendere a seconda di quello che ci dirà il collega Biagini».
 Una risposta il vulcanico geografo l’ha già data, sia pure attraverso la Nuova Sardegna: «Il testo rimane, non ho alcuna intenzione di ritirarlo». Ora però i colleghi, fra cui alcuni sono meno critici di altri, sembrano offrirgli una soluzione indolore: un testo alternativo da affiancare al suo, un titolo che non riporti la sua firma e che affronti i temi della geografia e della geografia economica senza le digressioni che gli studenti non hanno gradito. Se Biagini accettasse di chiuderla così, la vicenda non avrebbe probabilmente strascichi. Ora come ora tutt’altro che improbabili considerato che la Procura della Repubblica è informata di quanto sta accadendo nella facoltà cagliaritana. Finora non si parla di inchieste ma di semplici acquisizioni conoscitive del materiale: le copie dei giornali che hanno trattato il caso Biagini e gli estratti dei tre tomi elaborati dai rappresentanti degli studenti. Una fatto che non sorprenderà Biagini, il primo a ipotizzare per se stesso un’accusa di razzismo contro cui - ha annunciato alla Nuova Sardegna - è pronto a difendersi «fino alla Cassazione». Dove peraltro la libertà di insegnamento, che il consiglio di facoltà gli ha confermato e intende confermargli, acquista un valore relativo: ci sono le norme del codice penale che regolano l’istigazione all’odio razziale, quelle in cui è incorso a suo tempo il docente di filosofia Pietro Melis, condannato in primo grado. A quelle, se sarà formalizzata un’indagine, farà riferimento la magistratura cagliaritana ed è su quelle che si discuterà indipendentemente dalla scelta di un testo alternativo.
 Stamattina intanto Marco Pignotti, che insegna storia contemporanea nella stessa facoltà, presenterà - a mezzogiorno, Caffè degli Spiriti - un appello al neorettore Giovanni Melis «in merito all’esigenza di dotare l’Ateneo di Cagliari di tutti gli strumenti necessari a garantire la libertà d’insegnamento e il diritto degli studenti a non sentirsi discriminati da eventuali abusi didattici, che possano offendere anche minimamente la sensibilità di qualsivoglia confessione religiosa, appartenenza etnica, genere e orientamento sessuale, in modo che la libertà di insegnamento non sia mai sinonimo di dispotismo didattico». All’appello potranno aderire docenti e studenti universitari, che sono invitati a partecipare all’incontro.
 L’ex rettore Pasquale Mistretta aveva definito «inadeguato alla didattica» i testo in tre volumi firmato da Biagini, mentre il preside Arcangeli l’aveva bocciato come «incongruo». Più pesanti i giudizi degli studenti, mentre durissime critiche sono arrivate soprattutto dalle organizzazioni gay. Contestate anche alcune valutazioni del docente genovese su personaggi della storia e della cultura internazionale.

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