Le grandi inseguono Guberti


di Andrea Sini
SASSARI. Domenica un tuffo nel mare di Dubai, ieri un drink con gli amici di Villamassargia. Domani, forse, un aperitivo con Spalletti. Tre «grandi» lo corteggiano, Stefano Guberti si rilassa e si gode l'estate.
É lui l'uomo mercato della serie A. La Roma gli fa la corte da un paio di mesi, la Juventus e la Fiorentina hanno preso contatti con il suo procuratore. Un esterno cosi è merce rarissima. Piedi e polmoni, testa e cuore. Oltre a una propensione ad andare in gol assolutamente eccezionale per un esterno basso.
A 24 anni Guberti si propone come uno dei pezzi pregiati del mercato nazionale. Giovane, bravo e in scadenza di contratto. Roba da far girare la testa. Il salto di qualità l'ha fatto a febbraio, quando dall'Ascoli è passato al Bari: 9 reti in 18 partite per trascinare in serie A la squadra del tecnico emergente Antonio Conte. E ora sembra arrivato il momento del grande salto.
- Come ci si sente a essere nel mirino di Roma, Juve e Fiorentina?
«Mi fa molto piacere - dice Guberti -, ma sto vivendo questo momento con la tranquillità di sempre. Sto in contatto con il mio procuratore, ma intanto sto con i miei a Villamassargia, a rilassarmi».
- Un'estate 'al massimo" vissuta soprattutto sui giornali, dunque, più che nella realtà delle cose.
«Si sta parlando molto di queste trattative. Io intanto mi faccio le mie vacanze: ho trascorso qualche giorno a Dubai e ora sono a casa. Non sono il tipo che si monta la testa. Anzi, non è affatto detto che non resti a Bari».
- In base a cosa sceglierà la destinazione? In base alla durata del contratto?
«Direi di no, perchè sono abbastanza giovane e le società non hanno problemi a proporre un triennale o un quadriennale. Diciamo che a me interessa soprattutto capire se una squadra vuole veramente puntare su di me e quale parte posso fare nel progetto. Andare in una grande per poi venire girato in prestito altrove non mi interessa. A quel punto non ho problemi a restare in una provinciale».
- Però l'interesse della Roma sembra concreto. E il modulo di Spalletti si adatta alla perfezione alle sue caratteristiche.
«Sembrerebbe di si. La situazione si definirà nei prossimi giorni. Insieme al mio procuratore valuterò quale sarà la scelta migliore. Ovviamente sarei strafelice di giocare in una squadra cosi importante».
- Nel frattempo il mercato impazzisce e dalla Spagna comprano i migliori giocatori a cifre folli. Non è che il campionato italiano si sta indebolendo?
«Io non credo. L'Italia ha subito la crisi più di altri paesi, per svariate ragioni. Ma la serie A resta un campionato bello e difficilissimo. Basti pensare che quest'anno il primo verdetto di retrocessione è arrivato solo a 4 giornate dalla fine».
- Asseminese, Torres Primavera, Alghero, Torres in C1, poi l'Ascoli e la serie A. E ora una «grande». Lei a 18 anni sembrava già maturo, ma in pochi anni la sua vita è cambiata completamente.
«Solo quattro anni fa ero in serie D con l'Alghero. Sembrerò presuntuoso ma ho sempre creduto di poter migliorare, anche se il mio sogno era giocare una partita in serie A. Quello sarebbe stato il massimo. Ne ho già giocate 25 con l'Ascoli e spero di giocarne ancora tante altre. Nel frattempo io sono rimasto lo stesso. Il tempo aiuta a crescere e si imparano tante cose. L'importante è restare con i piedi per terra e non smettere di sognare».