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Deputati sardi, molti fannulloni


di Alfredo Franchini
 CAGLIARI. La «produttività» dei parlamentari sardi è inferiore alla media nazionale. Uno dei problemi dell’economia sarda, la bassa produttività, viene trasportato in politica. È quanto emerge dal Rapporto «Camere aperte» sull’attività degli eletti dal popolo.
 La «radiografia» dei parlamentari è stata fatta da tre associazioni: Cittadinanzattiva, Controllo cittadino e Openpolis che hanno istituito un osservatorio civico. Per monitorare la «Casta» e far sapere agli elettori che cosa fanno i nostri rappresentanti. Dalle indagini sulla società civile - è la premessa del Rapporto - emerge che in Italia i partiti occupano l’ultimo posto nella classifica della fiducia.
 L’indice di attività dei deputati sardi è del 2,09, (la media nazionale è 2,3). Il rapporto, in base ai punteggi ottenuti non solo per le presenze ma per l’attività svolta (proposte di legge da primo firmatario, relatore di progetti, interventi in aula e in commissione) culmina nei giudizi di «stacanovista» o «fannullone». Nella prima categoria si piazza per i deputati sardi Amalia Schirru e al Senato Luciana Sbarbati (eletta nell’isola) che però figura anche poi tra i maggiori assenteisti. Tra i fannulloni l’ex ministro Parisi alla Camera e Beppe Pisanu al Senato. Fra i senatori il più «presenzialista» è Filippo Saltamartini (Pdl). Il record assoluto per assenze è del leghista Maurizio Balocchi, sottosegretario all’Interno. Dopo Schirru nell’isola, tra gli stacanovisti, c’è Federico Palomba e poi Paolo Vella, Carmelo Porcu, Paolo Fadda, Giulio Calvisi, Caterina Pes, Bruno Murgia e Salvatore Cicu. Sotto i due punti Marrocu, Melis, Nizzi, Pili, Barbareschi, Oppi, Testoni e ultimo Parisi. Al Senato, ai primi posti Giampiero Scanu, Massidda, Francesco Sanna e Antonello Cabras. Scendono sotto il punto percentuale Delogu e Pisanu. In generale chi siede all’opposizione sembra lavorare di più in termini di coinvolgimento nei processi legislativi, ovvero presentazione di proposte di legge, mozioni, interpellanze, risoluzioni e ordini del giorno e anche di presenza durante le votazioni elettroniche in aula.