19 maggio 2009 —
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sezione: Cagliari
CAGLIARI. Niente presentazione e veto assoluto sul dibattito per Oil, il film-documento sulle industrie di Sarroch proiettato domenica sera al teatro cabriolet del Castello davanti a un pubblico debordante, che alla fine ha tributato un grande applauso al regista e produttore Massimiliano Mazzotta. Bloccata la data programmata per venerdì alla sala Nanni Loy dellErsu causa il ricorso in via durgenza presentato dai legali della Saras al giudice civile per ottenere il sequestro del documentario, a imporre prudenza agli organizzatori del terzo appuntamento - lassociazione Atrio - è stata una telefonata arrivata dagli uffici dellamministrazione comunale. Una richiesta di chiarimenti sul contenuto del lavoro proposto da Mazzotta, che lorganizzazione ha ritenuto giustificata: «Si tratta di uno spazio pubblico - ha spiegato Alessandro Inghilleri - e mi sembra normale che il Comune chieda informazioni. Il dibattito è stato escluso perchè i rappresentanti della Saras non hanno ritenuto di partecipare a causa del contenzioso in corso. Sarebbe mancato il contradditorio». Niente contradditorio per il rifiuto della Saras, niente dibattito a fine proiezione: «Per noi era importante rispettare lappuntamento e che il film venisse visto» ha detto ancora Inghilleri. Importanza che allErsu, il giorno prima, non è stata giudicata prevalente sui rischi del tutto teorici legati allesistenza di una controversia civile. Qui almeno non è arrivata la censura, peraltro neppure richiesta dai legali Saras che si sono limitati a seguire le vie del diritto.
Ed è sul confronto giudiziario che si sposta ora lattenzione generale, cresciuta probabilmente proprio a causa delliniziativa legale assunta dai vertici della raffineria: se fino a qualche giorno fa il documentario di Mazzotta non aveva raggiunto picchi ragguardevoli di visibilità, ora il regista dovrà far fronte a numerose richieste di proiezione che già domenica fioccavano a conclusione della serata. Mercoledì i legali della Saras Angelo Luminoso e Guido Chessa Miglior si troveranno davanti al giudice insieme a quelli di Mazzotta - Alberto Cocco Ortu, Paolo Grasso e Giorgio Fornari - che si sono costituiti in giudizio con una comparsa estremamente conciliante: massima disponibilità a restituire allazienda dei Moratti documenti e materiali ricevuti in prestito per la realizzazione del film, mentre restano da esaminare gli aspetti sui quali la Saras chiede lintervento del magistrato. Passaggi ritenuti lesivi, malgrado la gran parte delle informazioni sullattività della raffineria siano state fornite davanti alla telecamera proprio dal responsabile della comunicazione Giorgio Zonza e da altri tre fra dirigenti e tecnici cui un intervistatore invisibile ha posto domande apparse equilibrate. Il documentario suona certamente come una denuncia di situazioni in gran parte da chiarire, come la proliferazione di morti per malattie tumorali che alcuni abitanti di Sarroch hanno confermato. Un numero di decessi che il ricercatore fiorentino Annibale Biggeri, sia pure con estrema prudenza, ha messo in relazione con lattività degli stabilimenti industriali attorno al paese. Biggeri ha parlato di alterazioni del dna, quelle che Saras ha sempre negato ribattendo con ricerche scientifiche di pari autorevolezza. Nel documentario anche fotogrammi di festeggiamenti organizzati dai Moratti per il centenario dellInter e alla Saras, in contrasto netto con gli scenari inquietanti che Mazzotta ha filmato dentro e fuori la raffineria. (m.l)