16 maggio 2009 —
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Fatto del Giorno
SASSARI. Attacca lEni, dice che è quella «la porta da sfondare». Chiede che il Governo nomini un commissario per la gestione di Vinyls Italia (che passi cioè alla fase di amministrazione controllata) e firma il documento del territorio con i 12 punti strategici per lo sviluppo.
Il presidente della Regione Ugo Cappellacci stavolta cè, niente sedia vuota. Non parla con la foga di chi deve incantare la platea, sa quanto sia delicata la situazione. Il Governatore segna gli appunti su un foglietto, e la parola chimica risuona così tante volte che anche un ragazzino riuscirebbe a darle una collocazione di primo piano nella lista delle cose da fare. Il commissariamento da chiedere al ministro Claudio Scajola, quindi, per evitare la fermata degli impianti dello stabilimento petrolchimico di Porto Torres. Ma anche un passo deciso verso un percorso di certezze: «Chiederò al Governo che imponga allEni la predisposizione di un Piano industriale credibile e serio entro la fine del mese di maggio - dice Cappellacci - e se il lavoro non produrrà risultati, allora sono pronto a scendere in piazza insieme a voi. Per una battaglia intelligente, come la sanno fare i sardi, con orgoglio e senza esitazioni».
Ugo Cappellacci è alla guida della Regione da pochi mesi e la partita della chimica è talmente vecchia e complessa che sarebbe persino banale addebitare a lui le colpe di quel che non è stato fatto. In mezzo, però, ci sono le promesse e i proclami (allinsegna del ci ho pensato io) del premier Silvio Berlusconi, che aveva dato la vertenza chimica come risolta a tempo di record. E invece è tutto da fare: cè da difendere, da programmare, da attaccare e da definire gli accordi. Il tempo a disposizione è poco. «Abbiamo il dovere di metterci tutti insieme al tavolo, lavorare sodo e battere le strade utili per arrivare alla soluzione del problema - sottolinea Cappellacci - e se ci dobbiamo incatenare facciamolo davanti agli uffici dellEni, perchè è lì il problema».
Prima del presidente della Regione parla Gianfranco Ganau, sindaco di Sassari: «Benvenuto nella città di Sassari che sempre di più si sente parte integrante dellarea vasta che, insieme ad altri sei comuni, definiscono la seconda città metropolitana della Sardegna». Nessuna lamentazione, «anche se ne abbiamo tutte le ragioni», solo richiesta di impegni precisi alla Regione e al Governo nazionale. Tavolo della chimica, il richiamo allEni «che rema contro», lo scippo del G8 «annunciato prima alla stampa che a lei, e in questo senso ha la nostra solidarietà», la Sassari-Olbia, le bonifiche, il polo universitario, E.On che non rispetta i patti.
Il presidente della Provincia Alessandra Giudici legge il documento articolato in 12 punti (sintetizzato qui a lato) che ha una lunga premessa, spiega che «i segnali dallarme si moltiplicano con il passare dei giorni, la situazione è ormai al collasso e destinata a degenerare anche dal punto di vista sociale». Gavino Carta, segretario generale della Cisl, chiede «tempi certi e rapidi», e Stefano Lubrano, presidente di Confindustria ribadisce che «la priorità è rappresentata dal polo chimico-energetico, bisogna accelerare, non cè altro tempo da perdere». Butta nella discussione anche la questione della Sogeaal, i 5 milioni di euro che la Regione ha dato allEnac e che sono rimasti lì: «Diciamo molla i soldi - ha detto Lubrano - perchè sono soldi nostri». Luciano Mura, sindaco di Porto Torres, ricorda che «finora non cè stata la possibilità di un confronto: apprezzo la firma del presidente sul nostro documento, ma negli ultimi tempi purtroppo ne ho visto tante e non hanno prodotto niente». Antonio Rudas, segretario generale della Cgil, ha ricordato che «niente accade per caso, è giunto il momento di invidividuare le responsabilità, di fare nomi e cognomi. Non può essere che le politiche industriali vengano affidate a chi non ha nessun interesse a portarle avanti, allEni che segue un filone commerciale e non ha alcuna intenzione di continuare a fare chimica». Anche Marco Tedde, sindaco di Alghero, porta la testimonianza della crisi del territorio: «Si sta sottovalutando la vicenda Sogeaal, e vuol dire ignorare limportanza dellaeroporto di Alghero, seconda porta dingresso nel territorio». Poi cita la questione del costo del credito «affrontata con molta superficialità». Ugo Cappellacci tira le somme: «Sono abituato a lavorare sulle carte, a spuntare quello che faccio, andiamo avanti». Non rimane quasi niente se non impegni, richieste da fare, risposte da attendere. Intanto lemergenza cresce e fa sempre più paura.
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Gianni Bazzoni