Bper, Guido Leoni nuovo presidente

MODENA. Guido Leoni è il nuovo presidente della Banca Popolare dell'Emilia Romagna. È stato eletto nella lista insieme agli altri sei componenti del consiglio di amministrazione con 6.750 voti. Secca sconfitta per Giampiero Samori, presidente di Bper Futura. La sua lista ha ottenuto solo 1.547 voti. Una notizia attesa dalle banche sarde del gruppo, Banco di Sardegna e Banca di Sassari, che hanno seguito con attenzione la campagna elettorale per il rinnovo del cda.
Samori da due anni contesta il vertice della banca e le sue decisioni: eccessiva espansione al Sud con un inefficiente sistema federale, sbagliate e molto penalizzanti le scelte su Italease e l'opa su Meliorbanca, troppo alti i compensi per gli amministratori, troppa autonomia senza risultati per Banco di Sardegna e Banca di Sassari. Ma Leoni, 69 anni, reggiano, è uscito vincente alla grande come già l'anno scorso quando ci fu il primo scontro. Il manager, in Bper dal 1975, è stato per cinque anni amministratore delegato, prima di lasciare nell'ottobre scorso l'incarico a Fabrizio Viola, ed in precedenza aveva ricoperto il ruolo di direttore generale. Prende il posto di Giovanni Marani che lascia la banca. L'esito della votazione è arrivato al termine di una lunga assemblea cominciata alle 9,30 e conclusasi intorno alle 16,30 con una coda di altre due ore per avere l'esito del voto. Ai lavori, che si sono svolti sotto la tensostruttura bianca montata nel parco Enzo Ferrari di Modena, hanno partecipato oltre 6.300 soci. La sconfitta di Samori è stata ancora più pesante se si pensa che la sua associazione è stata esclusa anche dal collegio sindacale. Infatti ha vinto la lista numero 1 espressione del vertice della banca con 3.868 voti, e al secondo posto (alla lista che arriva seconda spetta il presidente ed un membro supplente) si è piazzata la lista numero 3 guidata dal commercialista bolognese Francesco Serantoni con 2.629. Solo terza la lista di Samori con 1.459 voti.
Soddisfatto e un pò commosso Leoni alla fine di questa lunga giornata. «Oggi non ha vinto una lista - ha detto al termine dello spoglio - ha vinto una idea di banca che ha radici profonde fra la gente, una banca che ha dimostrato di saper tenere la rotta in un momento di straordinaria complessità». I nuovi membri del cda sono tutti consiglieri uscenti ad eccezione di Mario Zucchelli, esponente di spicco della Lega delle cooperative, nella sua qualità di Presidente di Coop Estense e di Holmo e Finsoe, le due società della catena di comando di Unipol Gruppo Finanziario, che fa dunque il suo ingresso nel board di Bper.
E Fabrizio Viola, delfino di Leoni e amministratore delegato della Bper, nell'assemblea dei soci che ha approvato a larga maggioranza il bilancio 2008 (chiuso con un utile consolidato in calo del 55% a 208,9 milioni ed un dividendo a 0,18 euro) ha ribadito la solidità patrimoniale della banca che a fine anno aveva un core tier 1 al 7% e che può contare su una liquidità netta di 2,6 miliardi.
«Non abbiamo bisogno di correre - ha detto -. Ci sono i Tremonti bond, ma anche altri strumenti come i prestiti obbligazionari o convertibili». Per decidere dunque quali azioni di rafforzamento patrimoniale saranno scelte, Viola ha aggiunto che bisognerà attendere, senza alcuna urgenza la fine del mese di maggio. L'amministratore delegato ha confermato che il piano industriale 2009-2011 sarà varato entro aprile e presentato al mercato e alla stampa. «Non daremo obiettivi puntuali perchè oggi chi lo fa è un pazzo», ma ha spiegato che si punterà su «produttività commerciale ed efficienza operativa». Viola ha confermato il modello federale del gruppo. «Certo - ha aggiunto - bisogna farlo funzionare con l'obiettivo di essere sempre più efficienti e di tenere i costi industriali unitari i più bassi possibile». Quanto a Meliorbanca, dopo l'opa lanciata da Bper, «stiamo lavorando per razionalizzare industrialmente la banca e abbiamo già provveduto a una riduzione volontaria del personale». E ha spiegato che per Meliorbanca c'è un progetto industriale di «grande importanza» per farne una banca sul corporate e sul private banking. «Abbiamo 50 mila imprese - ha aggiunto - che chiedono servizi specializzati». Infine ha difeso le scelte fatte per Italease che «ci hanno consentito di uscire dal capitale sociale» e di «ridurre i rischi di natura creditizia per il futuro».