11 aprile 2009 —
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Fatto del Giorno
LAQUILA. «Un disastro spaventoso, uno scenario che lascia senza fiato». Sono le prime parole del sindaco di Osilo, Nanni Manca, al suo arrivo allAquila. «Le immagini sono quelle trasmesse da tutte le reti televisive - continua - Ma è davvero tutta unaltra cosa ritrovarcisi dentro». E poi, le 205 bare allineate nel cortile della guardia di finanza a Coppito.
«Unatmosfera irreale - aggiunge Manca - Davanti a quel numero di feretri, la sensazione è che il momento appartenga esclusivamente ai morti, mentre siamo noi, i vivi a essere di troppo, ad aver paura di disturbare». Eppure, davanti allo strazio, la percezione della delegazione osilese ai funerali delle vittime del terremoto del 6 aprile - fra cui, Antonica Canu, originaria del paese sul Tuffedusu, e il marito, Augusto Carli - Manca conferma quello che ormai hanno detto in tanti e che si coglie dalle cronache: una compostezza straordinaria, una dignità che in nessun momento sfocia in pianti o grida scomposte. Dice ancora il sindaco di Osilo: «Io ho avuto a pochi passi da me un uomo davanti a 5 bare: 4 figli e la moglie. Forse aveva esaurito tutte le lacrime, forse avrà altri momenti per far esplodere il suo dolore, ma ha seguito tutto il rito funebre con un contegno davvero impressionante».
Lo stesso composto dolore dei figli di Antonica Canu e Augusto Carli, Ernesto e Alessandro: sopraffatti prima dallattesa e dalla speranza durante le operazioni di scavo della casa dei genitori, in via Poggio Santa Maria, e poi dallemergere dalle macerie dei corpi del babbo e della mamma schiacciati dalla montagna di detriti della loro palazzina franatagli addosso.
Il gruppo degli osilesi era composto, oltre che dal sindaco, dai nipoti di Antonica, Giovanni Canu, Gavino e Luisanna Pittalis, dal marito di questultima, Gian Leonardo Pulinas, cui si è aggiunto un altro nipote proveniente da Genova, Piero Canu. Ha incontrato poco prima dellinizio del rito funebre nel cortile della Finanza i parenti abruzzesi: Ernesto, con la moglie e il figlio, evacuati anche loro per via del crollo della loro casa e attualmente ospitati in un vagone ferroviario; Alessandro, con la moglie, giunti da Cagliari; «zio Pietrino», il fratello della donna scomparsa, residente ad Avezzano, con la moglie e i figli.
Tutti hanno rivolto un sentito ringraziamento al sindaco e alla comunità osilese per la solidarietà dimostrata. Alla fine della cerimonia, data limpossibilità di andare a vedere ciò che resta della casa di via Poggio Santa Maria dove molti di loro erano stati spesso ospiti, i sardi hanno preso la via del ritorno verso laeroporto di Roma mentre i figli hanno seguito le bare dei genitori, dietro linfinita teoria dei carri funebri, verso il cimitero dellAquila.
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Mario Bonu