la Nuova Sardegna — 24 marzo 2009
pagina 37
sezione: SPETTACOLO
CAGLIARI. «Quel giorno, la mattina, mi sentivo molto agitato. Sapevo che mi attendeva una prova molto dura. Una sfida difficile alla fine della quale cera la vittoria alla quale credevo e speravo». Marco Carta ricorda così il giorno della sua finale ad «Amici», il programma di Maria De Filippi che lo ha lanciato nello star system della musica italiana, e dove ora, dopo la vittoria a Sanremo, è uno dei protagonisti. È di ieri la notizia che «La forza mia», il suo primo album di inediti è per la quarta settimana di seguito ancorato al terzo posto delle classifiche di vendita dopo U2 e Venditti. Un successo impressionante. «Sono felice; non me laspettavo. Non pensavo che andasse così - dice il cantante sardo - e di questo ringrazio di cuore il mio pubblico che continua a sostenermi e mi dà la forza di continuare». Tornando a quella sera del trionfo ad «Amici» ricorda. «Quella fu la sfida della mia vita. Come mi comportai? Agii di istinto, seguendo il mio cuore e ascoltando solo la musica. E poi? Chiedevo se fosse vero... ero proprio io ad aver vinto? Fu unemozione indimenticabile». E così nacque una stella. Potenza della televisione. Ma i casi di Carta o di una Giusy Ferreri non sono i soli. «La storia di Marco e ora, speriamo pure per Valerio - dice Gino Marielli dei Tazenda - ricorda, pur con le dovute differenze anche la nostra. Anche noi ci rivelammo al pubblico grazie alla tivù e a Baudo. Eravamo allora un po gli sfigati che arrivavano da lontano e che si imponevano. Come in una fiaba... Una storia da raccontare. Valerio? Ha talento, un bel ragazzo, intelligente... e poi dietro ha unisola. Incrociamo le dita». Cantanti così muovono gli animi dei giovanissimi «ma il problema sarà quello di crescere assieme a loro e portarseli dietro, come fecero Eros e la Pausini». «Non si diceva che la Sardegna fosse lisola della voce? Patria di cantanti lirici ed etnici ed ora anche pop. Sono felice di questo - dice Elena Ledda, signora del canto sardo e mediterraneo - e non mi scandalizza che questi nuovi talenti vengano fuori dalla tv. E dove potrebbero altrimenti? Le istituzioni, le case discografiche, i festival etc... fanno ben poco per trovarli e produrli. Mancano i locali per la musica dal vivo... Alla fine è un passo quasi obbligato per chi ha talento».
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Walter Porcedda