L'utopia che diventa realtà nelle creazioni di Pierluigi Piu


CAGLIARI.Non di sola immagine vive l'architetto, la bellezza di un'opera di design si tocca con mano, nella consistenza dei materiali e nella dimensione tattile di un ambiente. Inoltre, poiché l'architettura e il design non producono idee in cielo da calare in terra ma ambienti concreti che aiutano a vivere meglio, conta oltre all'appeal e al piacere del tatto, anche la funzione d'uso.
Pierluigi Piu, architetto cagliaritano, cittadino d'Europa, con una lunga esperienza di lavoro in Francia, in Belgio e in Inghilterra, ha ricevuto una «nomination» e due prestigiosi premi internazionali nel Regno Unito, in Germania e negli Stati Uniti, per la sapienza nell'uso dei materiali utilizzati in esercizi pubblici e per la cura di ogni singolo ambiente. Il ristorante londinese «Olivomare», di proprietà cagliaritano Mauro Sanna, ha ottenuto la nomination come candidato, nell'ambito della prima edizione inglese di «Restaurant & Bar Award», al primo premio per il progetto del miglior ristorante recentemente realizzato in Gran Bretagna con l'appendice di una nomination speciale per il miglior «restroom» (termine che adatta il domestico «bathroom» alla dimensione pubblica) in terra britannica. Partecipano al concorso gli architetti e designer di tutti i paesi che abbiano realizzato opere in Inghilterra. I finalisti delle varie categorie, sono stati selezionati tra 350 progetti realizzati da architetti come Zaha Hadid, la progettista del Betile di Cagliari, Tom Dixon, Kengo Kuma, Claudio Silvestrin e Karim Rashid.
Nei giorni scorsi, a Monaco di Baviera, sono stati annunciati anche i nomi dei vincitori degli Archi-Bau Awards 2009. Il primo premio per la categoria Interior Design è stato assegnato a Pierluigi Piu per il progetto del ristorante Olivomare, già pluripremiato lo scorso anno. I membri della giuria sono rimasti colpiti dalla «forte impressione visiva e tattile e dalla semplicità e serenità del progetto; la stilizzazione dell'ambiente oceanico mostra grande sofisticatezza - ha rilevato la giuria - cosi come la scelta dei patterns e dei materiali, dei giochi di luce, l'attenzione ai dettagli e la disposizione delle partizioni».
Il 3 febbraio scorso, sono stati, invece, proclamati a Los Angeles, in California, i vincitori del concorso International Design Awards (Ida) 2008. Secondo quanto viene dichiarato nel proprio Mission Statement, l'Ida è stato istituito per riconoscere, onorare e promuovere i più visionari designers del mondo, per scoprire nuovi ed emergenti talenti e per favorire la diffusione della cultura del design. Oltre 1.000 lavori provenienti da 52 paesi diversi sono stati sottoposti al rigoroso giudizio della giuria, che ha premiato l'opera di architetti, stilisti di moda, grafici e industrial designers che hanno dimostrato di avere una visione straordinaria e creativa nel loro approccio al progetto. Per la categoria Interior Design/commercial spaces, il primo premio è stato assegnato, a Pierluigi Piu, per il suo progetto del ristorante Olivomare, recentemente realizzato a Londra. In particolare, il riconoscimento dell'International Design Awards premia la capacità visionaria dei designers, in tutto il mondo. Altri partecipanti al concorso sono stati Arup Associates, che ha realizzato il Watercube swimming stadium di Pechino, Simone Micheli, Asymptote Architecture e l'architetto italo-americano Giorgio Borruso. I vincitori di ciascuna categoria saranno premiati a Los Angeles alla fine del mese di marzo 2009.

Felice Testa