La Sinistra: «Non consegnare l'isola alla destra»


CAGLIARI. La Sinistra per la Sardegna non è solo un partito. «È il nostro impegno per una sinistra finalmente unita». Consigliere regionale uscente, nel 2004 eletto i Comunisti italiani, Tore Serra è opggi il capolista di 'chi oggi vuole un movimento concorrente ma non alternativo al Pd". Da sinistra ovviamente. Questo è il progetto, ma tra una settimana siù vota e allora: «Noi siamo Soru. Che vinca Soru».
La Sinistra va per le spicce, con Tore Serra: «Adesso pensiamo solo alla coalizione, ci sarà tempo per i suggerimenti. Oggi al nostro candidato-presidente diciamo solo che se non tolleriamo i milanesi arroganti del fate da bravi, qui ci penso io, non ci va bene neppure che lo dica un sardo». L'avviso ai naviganti è chiaro: nel centro-sinistra servirà più dialogo. Gli uomini soli al comando, si sa, spaccano il gruppo com'è successo. «Oggi non parliamo di divisioni, parliamo di unità. La Sinistra è l'esempio che in tanti possiamo vivere sotto lo stesso tetto, anche se siamo diversi uno dall'altro», il capolista lo dice dopo aver citato a memoria le varie anime raggruppate: la Sinistra democratica di Mussi, gli ex Comunisti di Katia Belillo, i rosso-verdi di Paolo Cento e chi, in Rifondazione, stava con Niki Vendola e non con Ferrero, giusto per ricordare l'ultima recente spaccatura. «All'interno del movimento c'è un collante storico e forte: è la nostra unica matrice identitaria, quella di sinistra - dice ancora Serra - Ecco perché, tutti insieme, sentiamo il dovere di recuperare e restituire alla democrazia quel popolo della sinistra che si è allontanato dalla politica e non votando ha consegnato l'Italia alla destra. Non facciamo lo stesso errore in Sardegna». La Sinistra è nei fatti un appello forte agli affetti comunisti, quelli che si sono atrofizzati fin troppo in questi anni. E i ventuno candidati del collegio cagliaritano sono stati convocati proprio per fermare l'appiattimento su Berlusconi. Dopo il capolista, c'è un elenco di fuoriusciti da questo o quel partito, ma a che serve ricordarlo, si domanda Tore Serra, funzionario amministrativo della Asl a Isili? Non serve, allora c'è spazio solo per le professioni di Marco Asunis, vigile del fuoco, Ubaldo Atzori, operaio, Pasqualino Cabizza,dirigente di Trenitalia, Maria Teresa Corda, bancaria e prima delle nove donne in lista. Ancora: Giorgio Cugusi, ingegnere e consigliere comunale eletto col Pd, Giovanni De Santisdirigente scolastico, Rina Giuliana, impiegata di banca, Pierluigi Marotto, funzionario regionale.
Pausa. Qual è il programma della Sinistra per Cagliari? «Più lavoro e meno precariato, più attenzione al sociale e meno povertà in una metropoli a cui bisogna mettere subito mano: sta per scoppiare», dice Tore Serra, che come primo intervento vede 'progetti e finanziamenti a favore di tutto quello che gira intorno al porto". Cagliari, aggiunge, è una città sul mare eppure volta gli volta le spalle: com'è possibile?
Altri candidati: Vanna Medau, psicologa a Buoncammino, Laura Pisano, presidente dell'associazione «L'Altra Cicogna» che da sempre si batte per i diritti delle coppie costrette a ricorrere alla fecondazione assistita, Egi Rossie Vincenzo Solinas, docenti universitari, Gianni Toccoche sul curriculum ha scritto lavoratore autonomo, Maria Caterina Tosi, operatrice culturale, Massimo Zedda,altro consigliere comunale eletto a suo tempo nel Pd. Poi gli ultimi quattro infilati in lista quando la tipografia aveva già stampato i fogli per la raccolta delle firme e dunque finiti fuori dall'ordine alfabetico: Angelo Corda, geologo, Franca Lilliu, impiegata, Federica Lisci, precaria della scuola, e Paola Lanzi,ex di Rifondazione e consigliere regionale uscente. «Ancora con questa storia degli ex. Basta, noi siamo la Sinistra», parola di Tore Serra.

Umberto Aime